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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca San Michele / Via Montelungo

Accusati di stupro cinque calciatori della Virtus, il club: «Vicenda privata»

La società di Borgo Venezia è intervenuto sui fatti di cui si sta occupando la magistratura scaligera per sottolineare che tra i suoi «valori fondanti c'è sempre stato il rispetto verso l'altro»

«La Virtusvecomp Verona intende volontariamente limitarsi a sottolineare come trattasi di una vicenda di natura privata, avvenuta al di fuori del contesto sportivo e per la quale la giustizia sta facendo il suo corso. La Virtusvecomp Verona, una volta venutane a conoscenza, ha mostrato da subito sensibilità ed attenzione limitandosi contestualmente a quanto strettamente di competenza, riponendo massima fiducia nella magistratura ritenuta l'unica in grado di giudicare». Non intende andare oltre a queste dichiarazioni la Virtus Verona, anche per non «alimentare morbosità e chiacchiericcio» intorno a dei fatti su cui sta lavorando il Tribunale di Verona. E quindi oggi, 24 aprile, la società sportiva con sede a Borgo Venezia ha rilasciato un commento, dopo la divulgazione in alcuni media locali degli avvenimenti della notte tra il 18 e il 19 gennaio. Avvenimenti di cui è certa la totale estraneità della Virtusvecomp.

Ad essere coinvolti sono cinque ragazzi che nel gennaio 2020 giocavano nella Virtus. Due di loro sono tuttora calciatori in forza al club scaligero, mentre gli altri tre hanno cambiato squadra. Cinque ragazzi, tra i 22 e i 30 anni, accusati di stupro. Sono imputati tutti e cinque, anche se il presunto abuso sessuale sarebbe stato commesso da quattro di loro, mentre il quinto avrebbe partecipato filmando tutto con dei cellulari.
La vittima è una studentessa universitaria 20enne, la quale ha denunciato i cinque raccontando alla polizia di aver partecipato a questa serata, tra il 18 e il 19 gennaio, a causa di uno dei cinque calciatori. In questa serata, la giovane sarebbe stata indotta a bere alcolici oltre misura e ad avere rapporti sessuali con quattro imputati. Rapporti che non potrebbero essere definiti consenzienti perché l'alcol avrebbe impedito alla studentessa di opporre resistenza.
Totalmente diversa è la ricostruzione fornita dai cinque accusati, i quali si sono difesi riferendo che i rapporti sessuali sarebbero stati consenzienti e che solo successivamente la ragazza avrebbe bevuto alcolici.
Compito della magistratura veronese è quello di arrivare ad una verità giudiziaria, anche visionando i video registrati dal quinto imputato. Sarà anche in base a quelle immagini che il giudice deciderà o meno per il rinvio a giudizio degli accusati.

La Virtus Verona, prima di oggi, aveva preferito non intervenire sulla vicenda. Oggi, ha rotto il silenzio per sottolineare la propria estraneità e per ribadire che la sua storia è fatta di calcio «ma soprattutto di solidarietà, impegno sociale e massimo rispetto nei confronti di tutti».
«Da tanti anni - si legge nella nota della Virtusvecomp - la nostra attività si concentra in sport ed inclusione. Tra i nostri valori fondanti c'è sempre stato il rispetto verso l'altro, chiunque esso sia. Il nostro modo di vivere l'inclusione ha a che fare con la quotidianità; con la volontà di prenderci cura degli altri, fermamente convinti che tutti abbiano diritto ad essere aiutati e rispettati. Crediamo che le uniche cose che contano davvero siano umanità, sensibilità ed onestà. La cura ed il rispetto dell'altro, ancor prima di essere un dovere morale, sono parte del nostro dna».

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