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"La tua guerra ora". Striscione del Blocco Studentesco al Teatro Romano

Azione dimostrativa del gruppo veronese: "Bisogna far riscoprire ai ragazzi lo spirito nazionale che ha infiammato i nostri padri. L'Italia deve essere riformata dalla gioventù"

"La tua guerra ora", questo è stato scritto su uno striscione esposto dai militanti del Blocco Studentesco di Verona questa mattina, 20 settembre, davanti al Teatro Romano.

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"Non si tratta soltanto di uno slogan - ha dichiarato il responsabile del Blocco Studentesco Verona - La tua guerra ora è il nuovo punto del nostro programma. La scuola pubblica è stata ormai ridotta ad un’azienda, che non forma uomini e donne, ma tecnici senza cuore né anima. In questo scenario è necessario invertire rotta e riscoprire invece la nostra identità per riuscire a contrastare la tendenza individualista dei nostri giorni. Questo cambiamento può avvenire facendo riscoprire ai ragazzi lo spirito nazionale che ha infiammato i nostri padri nel Risorgimento e nella Prima Guerra Mondiale. L’Italia deve essere rifondata dalla gioventù che oggi frequenta le scuole. Per questo abbiamo deciso di svolgere quest’azione in un luogo di grande significato storico e culturale".

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"Con questa azione di questa mattina - ha concluso - abbiamo voluto rimarcare e ricordare che anche quest’anno, sin dai primi giorni di scuola, siamo presenti al fianco dei ragazzi nelle battaglie che ci aspetteranno. Sempre con la stessa voglia di lottare e di raggiungere nuovi risultati e nuove vittorie, senza compromessi".

Di diverso tipo e con un bersaglio diverso la critica del sindaco di Verona Flavio Tosi sul tema scuola. "In questo modo l'Italia va allo sfascio. Non è possibile avere insegnanti che mancano e cattedre vuote nelle regioni del Nord mentre vi sono più insegnanti che cattedre disponibili nelle regioni del Sud e questi ultimi rifiutano il trasferimento ma conservano il posto. Nel settore privato questo privilegio ai lavoratori non è consentito: occorre una nuova normativa che assicuri la copertura dei posti vacanti nel settore pubblico e ponga fine alla diseguaglianza di diritti tra dipendenti pubblici e privati".

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