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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Centro storico / Via Carlo Montanari

Piazza della Loggia, la nuova inchiesta e i coinvolgimenti veronesi sulla strage

Un testimone importante avrebbe identificato tre luoghi in cui si svolgevano riunioni segrete per discutere di quella che poi è passata alla storia come la "strategia della tensione"

Dopo la chiusura delle indagini, filtrano alcuni dettagli sulla nuova inchiesta della Procura di Brescia per la strage di Piazza della Loggia. Al centro di questo fascicolo ci sono due veronesi che attualmente vivono all'estero: Il 64enne Marco Toffaloni ed il 68enne Roberto Zorzi. Il primo attualmente abita in Svizzera, il secondo negli Stati Uniti. Entrambi con un passato nella galassia di estrema destra che gravitava attorno al movimento politico Ordine Nuovo, movimento di cui facevano parte coloro che finora sono stati ritenuti colpevoli della strage.

Pubblicate dal Corriere di Verona, alcune informazioni raccolte in questa nuova inchiesta mettono in luce fatti che sarebbero avvenuti nel Veronese e che sarebbero legati all'attentato di Brescia del 1974, dove l'esplosione di una bomba causò 8 morti e un centinaio di feriti durante una manifestazione antifascista.
La ricostruzione di un testimone, ottenuta durante le indagini, identifica tre luoghi nel capoluogo scaligero: la caserma dei carabinieri di Parona, Palazzo Carli ed una struttura di Via Montanari. All'interno di questi locali si sarebbero svolte riunioni segrete tra estremisti di destra ed elementi dei carabinieri e dei servizi segreti militari. Incontri in cui si sarebbe discusso di quella che è poi passata alla storia come la "strategia della tensione", ovvero quella teoria che puntava a creare un regime autoritario in Italia attraverso una serie di atti terroristici. A queste riunioni avrebbe partecipato anche Marco Toffaloni, il veronese che si ritiene abbia poi piazzato la bomba a Piazza della Loggia. Mentre per l'altro veronese, Roberto Zorzi, il sospetto è quello di aver fornito supporto. Entrambi sarebbero stati inoltre legati a Silvio Ferrari, il 20enne morto per sbaglio di notte in Piazza del Mercato a Brescia mentre trasportava una bomba confezionata proprio per un attentato terroristico. L'ultimo di una serie di episodi che motivarono la manifestazione di Piazza della Loggia. La manifestazione in cui venne fatto esplodere l'ordigno della strage.

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