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La teca con il rottame dell'auto del giudice Falcone (foto web)

La teca con il rottame dell'auto del giudice Falcone (foto web)

Strage di Capaci, l'auto della scorta di Falcone esposta a Mozzecane

Iniziativa per commerare il terribile episodio del 1992. Ospite dell'amministrazione anche Tina Montinaro, vedova del caposcorta del giudice morto nella tragedia del 23 maggio

Un cubo di rottami che raccoglie, plasticamente, tutta la violenza dei carnefici e nello stesso tempo la pietà per le vittime della strage di Capaci. Questo è ciò che resta dell'auto della scorta del giudice Giovanni Falcone, un grumo simbolico di ferraglia che oggi è stato esposto a Mozzecane, dove, invitata dall'amministrazione comunale, c'era anche Tina Montinaro, vedova del caposcorta di Falcone morto nella strage del 23 maggio 1992. Con lei anche il figlio, Giovanni che nel 1992 aveva poco più di un anno.

La donna, che ieri era stata critica verso la "retorica" delle commemorazioni organizzate in Sicilia, ha confermato stasera che è questa la prima volta in cui nel giorno dell'anniversario della strage di Capaci si trova lontana da Palermo. "Da qualche giorno stiamo viaggiando in Veneto per portare agli studenti, ai cittadini, alle istituzioni la testimonianza di chi ha vissuto da vicino uno dei momenti più drammatici della storia italiana" ha detto. Tina Montinaro ha spiegato che la scelta di essere a Mozzecane, a Verona, è stata dettata dall'affetto che a loro, familiari delle vittime di Capaci, è stato riservato nel corso degli anni e che ha creato un forte connubio. Alla cerimonia di oggi, nell'ambito dell'iniziativa "Capaci di crederci ancora", promosso dal sindaco di Mozzecane, Thomas Piccinini, in collaborazione con la Provincia, era presente anche Dario, ex agente della scorta "Quarto Savona Quindici". Quest'ultimo ha sottolineato come le manifestazioni in ricordo degli amici e dei colleghi caduti in servizio siano la dimostrazione concreta di quanto la strage di Capaci abbia lasciato il segno negli italiani. Secondo l'uomo la possibilità di vedere concretamente l'auto distrutta "chiude il cerchio emotivo e dà la spinta ad andare avanti".

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