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Alcuni degli animali morti a metà gennaio a Gazzo

Alcuni degli animali morti a metà gennaio a Gazzo

Strage di animali a Gazzo con il mais avvelenato: «Individuata la sostanza usata»

A riferirlo è il Comandante della Polizia Provinciale di Verona, Anna Maggio: «I risultati delle analisi hanno ora evidenziato che il principio attivo del prodotto utilizzato è l'oxamyl e che questo risulta assente nel pesticida Coragen+Avaunt»

«Non è stato il Coragen ad avvelenare la fauna selvatica a Gazzo Veronese». È Anna Maggio, Comandante della Polizia Provinciale, a fare il punto sulle indagini relativi alla strage di animali che nella seconda metà di gennaio era stata registrata nella Bassa Veronese
Da quanto emerso sulla vicenda, sarebbe stato un anziano della vicina provincia di Mantova a spargere del mais avvelenato per cercare di liberarsi delle nutrie presenti sul suo terreno. Ad andarci di mezzo però sono state anche lepri, volpi, fagiani, pesci, aironi e anatidi (anatre ecc), con il pericolo che la stessa sostanza venisse ingerita da altri animali predatori (ad esempio i rapaci), entrando così nella catena alimentare e provocando danni ancora più gravi. 
Le associazioni animaliste e alcuni gruppi politici hanno chiesto una condanna esemplare per l'autore del gesto, oltre ad una maggiore attenzione all'educazione ambientale. 

«Il 18 gennaio scorso - ha proseguito il Comandante Maggio - un agricoltore, residente in provincia di Mantova, aveva sparpagliato un ingente quantitativo di mais avvelenato sui propri campi per uccidere le nutrie, ma il pesticida usato aveva provocato la morte di decine di altri esemplari di fauna selvatica, alcuni appartenenti anche a specie particolarmente protette. Poiché la zona risulta adiacente all'Oasi naturalistica del Busatello e lontana da qualsiasi via di comunicazione, anche ciclopedonale, il danno ambientale sarebbe potuto essere ancora più grave. Il fatto non ha avuto conseguenze peggiori grazie ad alcuni cacciatori dell'ambito territoriale 5 che, imbattutisi nelle carcasse, avevano subito dato l'allarme e collaborato con la Polizia Provinciale e la Protezione civile per la bonifica dell'area.
L'agricoltore aveva affermato di aver avvelenato il mais con il pesticida Coragen + Avaunt, che utilizzava per le viti e di cui aveva consegnato un flacone quasi vuoto.
Dopo un'attenta valutazione era apparso poco probabile che quello fosse il pesticida utilizzato, perché troppo costoso e di colore biancastro, mentre il mais rinvenuto nei campi si presentava di un colore verdastro. I risultati delle analisi sui campioni di mais e sulle carcasse degli animali, eseguite dall'Istituto Zooprofilattico delle Venezie di Verona - ha concluso Anna Maggio -, hanno ora evidenziato che il principio attivo del prodotto utilizzato è l'oxamyl e che questo risulta assente nel pesticida Coragen + Avaunt».

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