Stefano Belloni morto a Lugagnano dopo un colpo di pistola alla testa

Il 49enne veronese, gestore di un locale, non ce l'ha fatta e si è spento all'ospedale di Borgo Trento. La famiglia ha deciso che donerà gli organi. Continuano intanto le indagini del Ris

Non ce l'ha fatta dopo tre giorni di lotta. Il 49enne Stefano Belloni, che alcuni fa si era sparato un colpo alla testa in casa di un amico è morto mentre era ricoverato in terapia intensiva a Borgo Trento. I medici hanno fatto il massimo per salvarlo ma la ferita era molto grave e le sue condizioni erano peggiorate sensibilmente nelle ultime ore. I parenti hanno deciso di donare gli organi. resta ancora da chiarire l'esatta dinamica dei fatti. L'uomo, gestore di un locale a Lugagnano di Sona, giovedì scorso, era passato a trovare in vie Pelacane l'amico di infanzia, Gianluca Mazzi, per chiedergli un favore. Chiacchierando erano finiti a parlare di armi e Mazzi, un appassionato di pistole, aveva mostrato un revolver al 49enne. Poi non aveva fatto in tempo ad uscire dalla stanza per ricaricare il cellulare che aveva sentito lo sparo. Belloni era così finito, già in gravissime condizioni per la ferita alla tempia, all'ospedale.

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I carabinieri di Villafranca che seguono il caso hanno da subito smentito l'ipotesi dell'omicidio. Per questo la Procura di Verona non ha nessun nome sul registro degli indagati. L'unica accusa mossa nei confronti di Mazzi è l'omessa custodia dell'arma. Ora le investigazioni passano agli esperti della Scientifica che dovranno verificare la presenza di polvere da sparo sui vestiti e sul corpo dei due uomini.

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