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Cronaca

Stato di agitazione per la Sanit privata

Lo annuncia la Cisl Fps: "Da 4 anni in 900 senza contratto nazionale"

I lavoratori della Sanità privata veronese sono in stato di agitazione. Lo annuncia un comunicato della Cisl Fps Funzione pubblica. “Da quattro anni, i 900 lavoratori e le lavoratrici della Sanità privata veronese aderenti all’AIOP (Associazione italiana ospedalità privata) sono sprovvisti del contratto collettivo nazionale – c’è scritto nel comunicato del sindacato - e non hanno ricevuto alcun adeguamento economico degli stipendi. Le strutture coinvolte (casa di cura S. Francesco, clinica Pederzoli, casa di cura Villa Garda, Centro Riabilitativo Veronese di Marzana, casa di cura Villa S. Chiara e Città di Verona) sono realtà importanti della sanità veronese e soddisfano una fetta importante delle prestazioni sanitarie della cittadinanza”.

Le trattative per il rinnovo contrattuale si sono arenate sulla questione del mancato adeguamento, da parte della Regione, delle tariffe relative alla compensazione delle attività sanitarie. L’Aiop ne chiede un incremento, mentre la regione propone una riduzione significativa. L’assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri si è impegnato per sbloccare le trattative in alcuni incontri ed ha condiviso le difficoltà del personale coinvolto, ma ad oggi il confronto si è arenato. “Questa situazione di stallo – dichiarano Marj Pallaro, segretaria regionale della Cisl Funzione Pubblica e Corrado Corradi, referente per la provincia di Verona – impedisce di soddisfare le giuste pretese dei lavoratori e delle lavoratrici che non ottengono il riconoscimento degli aumenti contrattuali e ci stanno rimettendo in media tra i 70 e 100 euro mensili. Inoltre aspettano ancora il saldo degli arretrati, che oscillano tra i 2.800 e i 6.800 euro. Cifre importanti per alleviare gli effetti della crisi in molte famiglie”.

Se alla sanità privata, recita il comunicato, venisse anche solo riconosciuto l’incremento previsto dal ‘Patto per la Salute’ del 3% sull’importo dell’anno precedente, pari a circa 400 milioni di euro (di cui 162 milioni in conto capitale), la spesa sarebbe di circa 10 milioni e con questo stanziamento la vertenza sverrebbe chiusa. La mobilitazione è in atto e le organizzazioni sindacali di categoria, tra cui la Cisl Funzione Pubblica, stanno valutando azioni di protesta nei confronti degli organi istituzionali regionali, come responsabili del sistema sanitario e dell’Aiop, in qualità di datore di lavoro.

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