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Spranghe, pistole e coltelli decapitata gang di bikers

Spranghe, pistole e coltelli decapitata gang di bikers

Spranghe, pistole e coltelli decapitata gang di bikers

Blitz della polizia porta alla denuncia di 14 persone per violenza privata, lesioni e danneggiamento

Storie di un altro mondo. Diverso, con regole proprie. E' quello all'interno del quale vivono i bikers, una realtà parallela che si sviluppa attorno a noi. Spesso invisibile ai più. Quando però le faide intestine tra motociclisti deflagrano nella violenza, si scopre la punta di un iceberg fatto di gerarchie, leggi non scritte e stili di vita particolari.

RISSA TRA GANG - La sera del 30 marzo la violenza è scoppiata proprio a Verona, in un bar di Borgo Roma gestito da un'appartenente agli Outlaws, uno dei gruppi più importanti a livello mondiale (fa parte dei cosiddetti "Big Four" con Mongols, Hells Angels e Bandidos). Un drappello di tredici persone di un piccolo gruppo locale, gli Unknown Bikers, parcheggia con un pullmino di fronte al locale e scende velocemente. L'organizzazione è militare. Agile. Alcuni entrano, altri rimangono fuori a fare da palo. La "legione" non è arrivata a mani nude. C'erano manganelli, spranghe e spray urticante. In verità l'obiettivo era chiedere spiegazioni sul perché qualcuno degli Outlaws avesse attaccato degli adesivi vicino alla loro sede, in gergo chiamata "chapter". Un grave affronto. La discussione però degenera. Gli ospiti iniziano a devastare il locale e colpire le quattro o cinque persone presenti. Fino a che uno degli Outlaws non tira fuori un manganello che viene scambiato per una pistola. Il commando quindi scappa, lasciandosi la devastazione dietro di sé.

DAVIDE CONTRO GOLIA -
Scattano le indagini della polizia. Devono essere veloci, perché il pericolo di una ritorsione è molto forte. Soprattutto perché gli Outlaws sono un'organizzazione enorme, mentre gli Unknown Bikers arrivano solo a quattordici membri. Davide contro Golia. L'omertà in questo mondo è però un nemico impenetrabile. Piuttosto che parlare con gli agenti meglio farsi giustizia da soli. Il cerchio degli investigatori, grazie anche al controllo dei filmati delle telecamere e il controllo dei tabulati telefonici, in pochi giorni si stringe sui tredici aggressori.

IL BLITZ DELLA POLIZIA - All'alba di ieri scatta il blitz: si perquisiscono le abitazioni degli Unknown Bikers (quattro nella provincia di Mantova, le altre nel Veronese) e il loro chapter. Il "club house" a Forte Chievo. Case normali, di liberi professionisti, operai e camionisti dai 30 ai 50 anni. Persone che prese singolarmente sono nella norma, ma che in gruppo si trasformano. L'arsenale sequestrato consta di coltelli, manganelli retraibili, coltelli da caccia, storditori per vacche, bombolette di spray urticante, tirapugni, catene e riproduzioni fedeli di pistole che si portavano dietro. Tutto materiale utile non solo per difendersi, ma anche per offendere. In alcuni casi strumenti nascosti nelle tasche interne dei loro giubbotti . Nel chapter ci si è trovati addirittura di fronte a una specie di posto di guardia subito dietro al portone. Zeppo di manganelli e spranghe. Evidentemente l'attacco dai motociclisti rivali sarebbe stato imminente. Ritirata a titolo cautelativo anche una pistola revolver 357 Magnum modello "'Ruger" con canna da quattro pollici fornita di munizioni, che uno degli indagati deteneva regolarmente nella propria abitazione.

PIOGGIA DI DENUNCE - Alla fine dell'operazione sono state denunciate quattordici persone per violenza privata, lesioni personali e danneggiamento in concorso: tredici Unknown Bikers e un componente degli Outlaws, indicato dal gruppo rivale come il soggetto che aveva estratto il manganello scambiato per una pistola.
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