Spostamenti liberi tra regioni e divieti da rispettare: cosa si può fare dal 3 giugno

Più libertà, ma attenzione al divieto di assembramenti, all'uso dell'auto con più persone e delle mascherine e soprattutto, se si esce di regione, alle norme che possono cambiare

Coronavirus - mascherina in spiaggia ph Ansa via Today.it

«A partire dal 3 giugno sarà nuovamente consentito spostarsi tra regioni diverse per qualsiasi motivo», così si legge sul sito ufficiale del governo nelle Faq dedicate alla "fase 2" e così è previsto nel decreto-legge del 16 maggio scorso. Da oggi in Italia tutti gli spostamenti sono leciti sull'intero suolo nazionale e non è più dunque previsto l'utilizzo dell'autocertificazione nemmeno per muoversi da una regione all'altra. È sicuramente questa la principale delle novità che questa fase di progressiva riacquisizione delle libertà dei cittadini comporta.

Assembramenti vietati

Restano comunque ancora delle prescrizioni piuttosto vincolanti da rispettare, cerchiamo di capire nel dettaglio quali sono. Su tutte è ancora in vigore il divieto di creare assembramenti, il che significa che è vietato formare gruppi di oltre due persone (non conviventi) che non rispettino il distanziamento sociale tra loro di almeno un metro. Oltre al Dpcm del 17 maggio, anche la stessa ordinanza regionale numero 55 firmata dal presidente del Veneto Luca Zaia, all'art. 1 comma 4, prevede esplicitamente la seguente dicitura: «Sono vietati gli assembramenti in area pubblica o aperta al pubblico tra non conviventi». Tecnicamente, potete uscire a bere una birra con gli amici o a mangiare al ristorante, ma stando a un metro gli uni dagli altri, quindi niente abbracci ed effusioni se non con persone con le quali già convivete. Circa la distanza interpersonale, inoltre, va ricordato che il rispetto è dovuto anche quando si fa attività motoria e che se invece si tratta di attività sportiva allora i metri diventano due, naturalmente sempre tra persone non conviventi. 

Uso dell'auto privata da parte di più persone

In merito all'utilizzo dell'auto privata da parte di più persone vi è un po' di confusione in atto che è bene provare a chiarire. In una delle Faq del governo per la fase 2 si chiede: «È possibile l'utilizzo di automobili e altri mezzi di locomozione tra persone non conviventi?». La risposta che viene fornita è la seguente: «Sì, purché siano rispettate le stesse misure di precauzione previste per il trasporto non di linea: ossia con la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina». In sostanza per il governo un'auto privata omologata per cinque persone può essere usata da persone tra loro non conviventi soltanto in numero massimo di tre, cioè il guidatore davanti e due persone sui sedili posteriori, tutte indossando la mascherina. In caso di persone conviventi non si applicano queste limitazioni.

In Veneto, tuttavia, circa l'uso dell'auto privata, l'ordinanza regionale appare essere più permissiva. All'art. 1 comma 3 del provvedimento in vigore fino al prossimo 14 giugno, infatti, viene anzitutto specificato che «nello spostamento in autoveicoli si applicano le disposizioni relative al luogo di lavoro se lo spostamento avviene nell’ambito dell’attività lavorativa». In seguito, per quanto riguarda l'uso dei veicoli privati, l'ordinanza di Zaia stabilisce soltanto che «negli altri casi, è obbligatorio l’uso della mascherina laddove non si assicuri il distanziamento di un metro tra non conviventi». Non viene cioè fatto alcun altro riferimento normativo circa il sedersi sui sedili posteriori e non a fianco del conducente, dunque è da ritenersi che il numero massimo di persone non conviventi a bordo di un'auto privata, attenzione solo nel territorio della regione Veneto e comunque dotate di mascherine, possa essere pari a quello per cui il veicolo in questione è omologato.

Utilizzo della mascherina

In tutta la regione Veneto da lunedì «è fatto obbligo di usare le mascherine nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico», ma è possibile non indossare la mascherina quando ci si trova fuori di casa e si sia all'aperto nel rispetto delle distanze interpersonali previste (un metro se si passeggia, due metri se si fa attività sportiva). Questo vuol dire ad esempio che se decidete di andare in centro storico a Verona per fare una passeggiata, potete anche non indossare la mascherina se rispettate il distanziamento sociale. Diventa però necessario metterla, anche all'aperto, qualora «continuativamente» risulti impossibile rispettare il distanziamento sociale dalle altre persone.

Qui vi è in realtà una sorta di accavallamento di norme, per cui se da un lato, come visto in precedenza, viene stabilito che gli assembramenti sono vietati «in area pubblica o aperta al pubblico tra non conviventi», dall'altro la stessa ordinanza regionale in Veneto stabilisce che «all'esterno in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza tra non conviventi» allora vige l'obbligo di indossare la mascherina. Ma tali occasioni se coinvolgono più di due persone, per l'appunto, cos'altro sono se non un assembramento, cioè un qualche cosa che dovrebbe essere vietato formare?

Allora, facendo un po' d'ordine si può sostenere quanto segue: se siete da soli all'aperto e camminate, a un certo punto incrociate sul vostro cammino un'altra persona e la strada è così stretta che non vi consente di stare a un metro l'uno dall'altro, potete proseguire anche senza indossare la mascherina, poiché l'incrocio è istantaneo, non si dà cioè «continuativamente» nel tempo l'impossibilità di rispettare la distanza interpersonale. Se invece quella persona che incontrate è un vostro amico e vi fermate a parlare con lui, allora avete l'obbligo di indossare entrambi la mascherina poiché «continuativamente» nell'impossibilità di rispettare il metro di distanza interpersonale. Nell'ipotesi in cui però voi quella persona che è un vostro amico la incontriate nella medesima strada molto stretta, ma in compagnia delle vostre rispettive mogli/mariti e figli, allora tecnicamente se vi fermate a parlare «continuativamente», il vostro diventa un assembramento, il quale come visto «in area pubblica o aperta al pubblico», quindi sia in una piazza o strada all'aperto sia in un negozio o bar, è e resta vietato, sia che voi indossiate la mascherina sia, a maggior ragione, che non la indossiate.  

Per quanto riguarda l'uso della mascherina in spiaggia, come già ricordato in questo articolo, in tutto il Veneto non è necessario indossarla purché si rispetti il distanziamento sociale. Attenzione però se si va al mare o al lago fuori regione e, in generale se si esce dal Veneto, poiché le altre regioni possono avere una normativa locale più stringente sull'obbligo della mascherina e anche i turisti e visitatori debbono evidentemente conformarvisi. È il caso, ad esempio, della Lombardia e della costa bresciana del lago di Garda, ma anche della provincia di Trento e delle spiagge trentine del Garda (qui l'approfondimento).

Teatri, cinema e discoteche

Secondo quanto si legge anche sul sito del governo, «gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020. Dal 15 giugno 2020, detti spettacoli saranno svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1.000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala». Allo stesso modo viene anche però chiarito che «le regioni e le province autonome possono stabilire una diversa data, in relazione all'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori».

È quindi assai prevedibile, essendovi già dei protocolli in via di ulteriore definizione, che in Veneto teatri e cinema possano riaprire prima del 15 giugno. In ogni caso, sul sito del governo viene specificato che «l'attività degli spettacoli è organizzata secondo le linee guida di cui all'allegato 9 del Dpcm 17 maggio 2020. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni già indicate; restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso, le fiere e i congressi». Sul tema delle discoteche, il presidente Zaia ha annunciato novità che, probabilmente, nei prossimi giorni verranno rese note.

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Viaggi da e per l'estero

Dal 3 giugno, come riportato sul sito ufficiale del governo, «saranno liberamente consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione da e per i seguenti Stati: Stati membri dell’Unione Europea (oltre all’Italia, sono Stati membri della UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria); Stati parte dell’accordo di Schengen (gli Stati non UE parte dell’accordo di Schengen sono: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera); Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord; Andorra, Principato di Monaco; Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano» (per approfondire l'argomento vi rinviamo a questo articolo).

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