Spostamenti tra regioni diverse: le date e le anticipazioni nella bozza del nuovo decreto

«Quelli tra le regioni resteranno "congelati" ancora per un po'», così si era espresso Conte

Controlli spostamenti

Sono ora concitate nei palazzi di governo dove si sta discutendo delle nuove modalità di gestione dell'emergenza sanitaria a partire dal prossimo 18 maggio. Il premier Conte al termine della conferenza stampa di mercoledì sera dedicata alle misure economiche varate, aveva già fornito alcune anticipazioni circa il tema degli "spostamenti" per i giorni dal 18 maggio in poi: «Quelli tra le regioni resteranno "congelati" ancora per un po'», così si era espresso il premier, sottolineando che «non all'unanimità, ma sono molti stessi governatori di regione a chiedercelo». Da quel che si apprende, tra questi non rientrerebbero tuttavia i presidenti di alcune regioni del Nord, non ultimo il presidente del Veneto, ma anche il suo collega in Lombardia, i quali preferirebbero anticipare.

Il testo della bozza quadro del nuovo decreto

Il testo della bozza quadro del nuovo decreto

Il premier Conte, inoltre, aveva poi annunciato che sarebbe stata sua intenzione proporre per le norme dal 18 maggio in poi, non più un Dpcm, vale a dire un "Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri", ma un decreto legge. Ad oggi le indiscrezioni circa il contenuto di quest'ultimo fanno tutte riferimento ad una "bozza", da prendere quindi come sempre con le pinze, ma che verosimilmente contiene indicazioni di massima che dovrebbero essere rispettate. Anzitutto, dal 18 maggio gli spostamenti all'interno del territorio regionale dovrebbero non essere più «soggetti ad alcuna limitazione». Resterà però salva la possibilità di eventuali limitazioni qualora «specifiche aree» dovessero andare incontro ad un «particolare aggravamento della situazione epidemiologica». Questo in linea di massima potrebbe significare che dal 18 maggio per spostamenti interni alla regione di riferimento non servirebbe più doversi "giustificare" in alcun modo in caso di controlli e, dunque, il conseguente abbandono dello strumento dell'autocertificazione. Ma la cautela, al momento, sotto quest'aspetto dev'essere massima e, pertanto, resta senz'altro necessario aspettare l'annuncio ufficiale da parte del premier per capire nel dettaglio come funzioneranno le cose.

Altro aspetto di rilievo è la nuova "data di scadenza" del decreto legge, che parrebbe essere orientata verso il 31 luglio stesso, cioè quella data indicata sin dallo scorso gennaio quale termine dello "stato di emergenza" preventivamente dichiarato dal governo con un apposito decreto legge. Nella bozza che circola in queste ore vi è inoltre l'indicazione del fatto che «fino al 2 giugno 2020» gli spostamenti tra regioni diverse resterebbero dunque «vietati», fatti salvi i tre criteri o parametri con cui già sono regolati oggi: «comprovate esigenze lavorative», esigenze di «assoluta urgenza» e «motivi di salute». Oltre a ciò, resterebbe sempre consentito, come d'altronde già oggi, il «rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza».

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L'elemento di novità vero e proprio del decreto legge in arrivo, dunque, risiederebbe nell'indicazione che dal prossimo 3 giugno si dovrebbe finalmente aprire la prospettiva di spostamenti interregionali, con i movimenti su scala nazionale che dovrebbero così tornare ad essere liberi. Dal 3 giugno gli spostamenti potranno essere ancora limitati in situazioni particolari, ma solo con riguardo a «specifiche aree del territorio nazionale» e secondo «principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico» di zone che, eventualmente, dovessero quindi presentare situazioni critiche. 

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