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Italia divisa dai colori - 24 febbraio 2021

Italia divisa dai colori - 24 febbraio 2021

Mobilità e parametri per zona bianca, gialla, arancione e rossa: in vigore il nuovo decreto

Quando si entra in zona bianca, quando scatta quella arancione? È in vigore da oggi il nuovo decreto-legge: le novità sugli spostamenti e le regole per la visita a casa fino al 27 marzo

Dalla giornata di oggi, mercoledì 24 febbraio, è ufficialmente entrato in vigore il nuovo decreto-legge 23 febbraio 2021, n. 15 pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale dopo l'appovazione nel Consiglio dei ministri presieduto da Mario Draghi e svoltosi nella giornata di lunedì. Tale decreto-legge, come noto, ha comportato alcune importanti restrizioni circa la mobilità delle persone per contrastare la diffusione del contagio da coronavirus, su tutte prolungando il divieto di spostamento tra Regioni diverse, a prescindere dal loro "colore", fino al prossimo 27 marzo 2021.

Ad essere passato un po' inosservato è in realtà l'Art. 1 del decreto-legge 23 febbraio 2021, n. 15 che per l'appunto è volto a determinare i parametri in base ai quali ciascuna Regione o Provincia autonoma, all'esito del monitoraggio settimanale svolto dalla Cabina di regia nazionale, viene poi classificata tramite apposita ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza in una o nell'altra "area di rischio", vale a dire la zona bianca, la zona gialla, la zona arancione e, infine, la zona rossa.

I parametri per i quattro colori

L'Art. 1 del decreto-legge entrato in vigore quest'oggi, mercoledì 24 febbraio, e che quindi determinerà le scelte già sulla scorta del prossimo monitoraggio che è come sempre previsto nella giornata di venerdì, è intitolato appositamente "Denominazione del territorio nazionale in zone". Al suo interno vi si leggono delle aggiunte che vengono apposte all'Art. 1 del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, determinando così i seguenti parametri per la classificazione delle Regioni in base alla rispettiva situazione epidemiologica presente nel territorio:

ZONA BIANCA - Le Regioni che vengono inserite in "zona bianca" sono quelle «nei cui territori l'incidenza settimanale di contagi è inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive e che si collocano in uno scenario di tipo 1, con un livello di rischio basso». In breve, per entrare in zona bianca, una Regione deve avere un indice Rt «sopra soglia per periodi limitati (inferiore a 1 mese)», oltre ad avere una valutazione complessiva di rischio "basso" nel monitoraggio settimanale.

ZONA ARANCIONE - Per essere in "zona arancione", le Regioni possono corrisponedere a due diversi profili:

  • Il primo è quello di territori con un'incidenza settimanale dei contagi superiore ai 50 casi ogni 100.000 abitanti, collocati in uno scenario di tipo 2, cioè con indice Rt «significativamente compresi tra Rt=1 e Rt=1,25», ed una valutazione complessiva di rischio «almeno moderato», il che significa o "moderato" appunto oppure "alto".
  • Il secondo profilo di una Regione che può essere classificata in zona arancione è quello che vede territori con un'analoga incidenza settimanale dei contagi, dunque superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, ma che pur collocandosi in uno scenario di tipo 1, cioè con indice Rt «sopra soglia per periodi limitati (inferiore a 1 mese)», ricevono però una classificazione complessiva del livello di rischio "alto"

ZONA ROSSA - Affinché una Regione finisca in zona rossa, si deve essere in presenza di territori in cui l'incidenza settimanale dei contagi è superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, ma che si collocano anche in uno scenario di tipo 3, vale a dire presentano un indice Rt «significativamente compreso tra Rt=1,25 e Rt=1,5» e, inoltre, devono anche ricevere una classificazione complessiva del livello di rischio «almeno moderato», dunque "moderato" oppure "alto".

ZONA GIALLA - Tutti i territori che hanno dei parametri differenti da quelli indicati per le tre precedenti zone, finiscono in area gialla. Prendendo il Veneto, ad esempio, nell'ultimo monitoraggio di venerdì scorso, la nostra Regione presentava un'incidenza settimanale per 100.000 abitanti superiore ai 50 casi (93,97), ma aveva un indice Rt inferiore ad 1, cioè per l'esattezza Rt=0.81, oltre al fatto che la valutazione complessiva di rischio attribuita al Veneto risultava essere di livello "basso". Tutto ciò ha determinato la permanenza in zona gialla, poiché entrambi i profili per quella arancione non si rispecchiavano nei dati (l'Rt era inferiore a 1, così come il livello di rischio non era "alto").

Italia divisa dai colori - 24 febbraio 2021-2

Le nuove regole sugli spostamenti

Blocco mobilità interregionale

Il nuovo decreto-legge in vigore da oggi dispone che «fino al 27 marzo 2021, sull'intero territorio nazionale è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione». 

La visita a casa

L'Art. 2 comma 2 recita esattamente come segue: «Fino al 27 marzo 2021, è  consentito, nella Zona gialla in ambito regionale e nella Zona arancione in ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le ore 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. La misura di cui  al  presente  comma non si applica nella Zona rossa». 

In sostanza, si può da oggi e fino al 27 marzo andare a casa di amici e parenti, sempre e solo un'unica volta nello stesso giorno, in orario non di coprifuoco, spostandosi al massimo in due persone (esclusi dal computo minori di 14 anni e soggetti disabili), ma solo raggiungendo un'abitazione che sia dentro la propria Regione se si tratta di una zona gialla, mentre solo dentro il proprio Comune se si tratta di una zona arancione. Al contrario, se si vive in un territorio zona rossa, non è più ammesso fare visita ad un parente o un amico, dove che sia la sua abitazione privata.

La deroga dei 30 km per i "piccoli Comuni"

L'Art. 2 comma 3 del decreto-legge 23 febbraio 2021, n. 15 prevede che «qualora la mobilità sia limitata all'ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia». 

In sostanza, se si vive in un territorio zona arancione, dove appunto la mobilità è limitata all'ambito comunale, per gli abitanti dei cosiddetti "piccoli Comuni" (cioè quelli con meno di 5 mila abitanti), è possibile fuoriuscire dai confini comunali per compiere spostamenti nel raggio massimo di 30 chilometri, ma sempre però non potendo raggiungere le città capoluogo di provincia e, ovviamente, nel rispetto degli orari di "coprifuoco".

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