Lo sport veronese in piazza per protestare contro la chiusura: «Noi non ci stiamo»

I promotori della protesta: «Portiamo in piazza il meglio di noi, portiamo la voce dello sport veronese». Pasetto: «Governo ha perso tempo e si è trovato incapace di tracciare i contagi»

Foto Facebook Fipav Verona

La nuova stretta sulle attività sportive prevista nel Dpcm, al pari di quelle per gli altri settori ed imprese del Paese, ha generato una marea di proteste. Già lunedì mattina in piazza Bra il sindaco di Verona si è trovato faccia a faccia con decine di titolari di palestre, piscine che chidevano spiegazioni e manifestavano il loro disappunto per una chiusura che a loro dire era «illogica», oltre che penalizzante. Il primo cittadino ha detto nell'occasione che farà tutto quanto in suo potere per dare ai cittadini supporto e cercare di far valere le loro istanze ai "piani alti" della poolitica nazionale. Oggi è poi ufficialmente arrivato il "Decreto ristori" che prevede aiuti economici anche per chi lavora nel settore dello sport, ma le polemiche non si placano.

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Sempre a Verona in piazza Bra, infatti, è prevista per sabato 31 ottobre alle ore 11 una manifestazione di protesta da parte proprio di tutti i lavoratori nel settore dello sport. Si tratta di una protesta che vuole essere pacifica e "disciplinata", organizzata da Coni Point Verona e Fipav Verona: «Noi non ci stiamo! - si legge nella nota che annuncia la manifestazione - Sabato 31 ottobre ore 11, appuntamento in piazza Bra per manifestare contro la chiusura dello sport. Manifestiamo in maniera responsabile, in tutti i sensi! Non portate con voi striscioni, non saranno ammessi insulti, portate e soprattutto indossate correttamente la mascherina su naso e bocca. Portiamo in piazza il meglio di noi, portiamo in piazza la voce dello sport veronese».

Io non ci sto Sport veronese in piazza Bra protesta 2020

La locandina della manifestazione per sabato 31 ottobre a Verona

Nelle scorse ore proprio in merito alla "serrata" forzosa di attività come palestre e piscine era intervenuto il Segretario nazionale associazione dottori in scienze motorie, nonché presidente di Area Liberal, Giorgio Pasetto: «Siamo arrivati a chiudere le palestre, nonostante si siano dimostrate sicure, soprattutto quelle gestite dai laureati in scienze motorie, perché in questi mesi si è perso tempo e non si è pianificata la risposta alla seconda ondata del Covid-19, nonostante fosse chiaro che sarebbe arrivata. Il governo - afferma ancora Giorgio Pasetto - ha perso tempo e "improvvisamente" si è trovato incapace di tracciare i contagi e senza un adeguato rafforzamento delle strutture sanitarie a tutti i livelli. Ora bisogna assicurare sostegno economico a tutte le persone che lavorano nelle palestre e in tutti i luoghi di sport che subiranno i danni del lockdown e lavorare perché si possa presto riaprire».

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