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"Spesso gli anziani non seguono la terapia". Un progetto per correre ai ripari

“Farmacia amica dell’anziano – Fare aderenza”, promosso dall’Università di Brescia, coinvolgerà 78 punti associati a Federfarma Verona e prenderà il via nel mese di novembre

Prenderà il via a novembre, in 78 farmacie associate a Federfarma Verona il progetto nazionale “Farmacia amica dell’anziano – Fare aderenza” promosso dall’Università di Brescia in collaborazione con Federfarma Verona, Feder.Farmaco il più grande gruppo associativo italiano di farmacisti riuniti in cooperativa, Federanziani, FIMMG la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale e in sinergia con altre province italiane. Il progetto gode del patrocinio dell’Ordine dei Farmacisti di Verona e dell’Agifar, l’Associazione Giovani Farmacisti di Verona.

Obiettivo è migliorare l’aderenza alla terapia, detta anche compliance, di anziani over 65 appositamente “reclutati” in farmacia. I pazienti saranno monitorati per oltre 6 mesi con l’ausilio di una apposita piattaforma informatica, e l’invio personalizzato di sms di ricordo assunzione farmaco che andranno a segnalare il rispetto delle dosi nonché dei tempi di assunzione della terapia in corso.

I pazienti cronici poco “aderenti”, che non assumono cioè scrupolosamente i medicinali prescritti dal medico, saranno preventivamente individuati dai farmacisti attraverso colloqui mirati e un apposito questionario scientificamente validato (Morisky), somministrato in farmacia. I soggetti da reclutare verranno scelti tra quelli in terapia cronica per Ipercolesterolemia in trattamento con una statina oppure Ipertensione in trattamento con Ace inibitori/sartani/diuretici ed identificati quali basso aderenti alla propria terapia.
Gli anziani che parteciperanno al progetto usufruiranno, presso le 78 farmacie partecipanti, di un applicativo in grado di segnalare anche l’incompatibilità fra i vari farmaci assunti e l’incompatibilità con allergie oltre, appunto, al servizio di segnalazione dell’orario e della dose di assunzione della propria terapia. A fine percorso verrà ripetuto il test Morisky per valutare il livello di miglioramento raggiunto dal paziente.

Alla conferenza stampa che si è tenuta nella sede di Federfarma Verona erano presenti Maurizio Memo, professore di farmacologia Università di Brescia, sperimentatore scientifico del progetto, Marco Bacchini presidente di Federfarma Verona, Arianna Capri vicepresidente di Federfarma Verona e coordinatrice veronese del progetto, la prof.ssa Sandra Sigala professore associato di farmacologia Università di Brescia, Massimo Martari presidente Ordine dei farmacisti di Verona, Enzo Gigli Senior Italia Verona, Massimo Massa direttore generale Feder.Farmaco, Elena Corsico e Vittorio Perri Feder.Farmaco, Clara Mottinelli presidente Federfarma Brescia, Matteo Zerbinato 2 presidente Agifar Verona, Antonio Occari vicepresidente Unifarm, Lori Frisinghelli e Cesare Pagan de Paganis Unifarm, Andrea Novelli direttore Cef- Farma.

La farmacia diventa punto focale per la Sanità nel controllo dell’aderenza perché è stato ormai accertato che troppi pazienti cronici abbandonano da subito la terapia o la seguono in maniera saltuaria.
“Farmacia amica dell’anziano – Fare aderenza” è la traduzione pratica di un necessario coinvolgimento sul territorio tra Farmacia, Medici di Medicina Generale e Servizio Sanitario Nazionale a tutela della salute di ogni cittadino in un ambito salvavita troppo a lungo trascurato. Secondo la definizione fornita dall’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, l’aderenza alla terapia è il conformarsi del paziente alle raccomandazioni del medico, riguardo ai tempi, alle dosi e alla frequenza nell’assunzione del farmaco per l’intero ciclo di terapia. Prendere in carico un paziente significa per il farmacista offrire un supporto per la corretta applicazione della cura prescritta dal medico, senza sostituirglisi in alcun modo, ma dando invece concretezza ad un compito formalmente riconosciuto dalla legge (Finanziaria 2016 art. 1, comma 571 sul ruolo del farmacista riguardo all’aderenza farmacologica del paziente).

Punto focale della sperimentazione è la salvaguardia della salute del paziente con l’allungamento e una maggiore qualità della vita grazie allo stretto rapporto sanitario e umano con il farmacista. Al termine dello studio verrà, infatti, quantificato a livello scientifico il valore dell’intervento operato dal farmacista e in quale misura esso abbia influito sul miglioramento della compliance. In seconda battuta lo studio porrà la sua attenzione anche alla contrazione della spesa sanitaria che, secondo le stime, potrebbe arrivare a 15 miliardi di euro. Il risparmio derivante dall’aderenza alla terapia si sviluppa a seguito della riduzione delle complicanze, dei costi di pronto soccorso e ospedalizzazione in virtù di una cura adeguata fin dagli stadi iniziali della patologia.
Aderenza terapeutica significa, quindi, prevenzione ed investimento per un’alta qualità della vita degli over 65.

L’operatività dello studio parte da un grande lavoro di squadra volto a migliorare il sistema sanitario offrendo disponibilità tali da garantire un sempre maggiore livello di qualità della vita dei pazienti – spiega il prof. Maurizio Memo, sperimentatore scientifico del progetto -. Nel Dipartimento di Medicina molecolare e traslazionale dell’Università di Brescia confluiranno i dati raccolti e i monitoraggi sui pazienti per stilare i risultati finali che porteranno anche ad una nuova “valutazione” del farmacista che, se da un lato è da sempre uno dei protagonisti attivi nella gestione della Sanità, ha visto fino ad oggi il suo valore ammantato da un alone aneddotico raramente validato da un dato scientifico. Affrontato, invece, come fosse uno studio clinico il progetto “Farmacia amica dell’anziano – Fare aderenza” è mirato all’ottenimento di un dato, un numero, una significatività statistica che “misurino” il valore della professionalità del farmacista in tale ambito. L’Università di Brescia è il centro coordinatore di questo studio nazionale che vede coinvolte oltre a quelle di Verona e Brescia altre due province italiane attualmente in fase di svolgimento delle complesse procedure per l’accesso al progetto al termine del quale si stima che saranno coinvolte circa 300 farmacie e 1.800 pazienti.

Le farmacie di Federfarma Verona che hanno aderito su base volontaria a questo innovativo progetto svilupperanno insieme ai pazienti una nuova metodologia di servizio assistenziale - spiega Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona -. Troppo spesso in farmacia verifichiamo che le persone, soprattutto anziane, non seguono la terapia e ci sentiamo quindi coinvolti quotidianamente nella gestione della loro salute. Purtroppo, però, notiamo molto spesso che i continui solleciti verbali non sono sufficienti ed è per questo che abbiamo aderito con estrema convinzione ad uno studio 3 innovativo e unico nel suo genere ideato dall’Università di Brescia. Ricordo che Federfarma Verona da anni ha compreso l’importanza dell’aderenza alla terapia e oltre alla sensibilizzazione dei farmacisti con un percorso formativo già svolto ha organizzato per la prima volta a livello nazionale il 5 giugno del 2015 la Giornata della Compliance dedicata alla cittadinanza.

Questo progetto è per noi particolarmente importante perché per la prima volta in Italia il ruolo professionale e relazionale del farmacista acquisisce una valenza scientifica riconosciuta e sottolineata dallo sperimentatore – spiega Arianna Capri, vicepresidente di Federfarma Verona e coordinatrice veronese del progetto -. Tutto il progetto si basa sulla capacità di consulenza interattiva del farmacista che è il soggetto principale nel reclutamento del paziente anziano, quindi nella singola valutazione della compliance iniziale e poi nei rapporti che intercorreranno durante lo svolgimento del monitoraggio. In pratica viene comprovato e riconosciuto all’interno della comunità scientifica l’operato del farmacista che tutti i giorni si prende cura dei pazienti/utenti della farmacia.

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