Speculazioni sui profughi? Le cooperative: "Il marcio sta dove c'è il malaffare"

Federsolidarietà Verona difende il lavoro dei suoi affiliati: ""Siamo direttamente coinvolti in esperienze sul territorio estremamente positive. Sappiamo che le nostre cooperative sono sane, il marciume non è dappertutto"

È una presa di posizione decisa e un'assunzione di responsabilità quella di Federsolidarietà Verona, che difende l'operato delle proprie cooperative aderenti rispetto alla convinzione dilagante che il mondo della cooperazione speculi sull'emergenza profughi. La presidente provinciale Erica Dal Degan lo afferma senza giri di parole: "Siamo direttamente coinvolti in esperienze sul territorio estremamente positive. Sappiamo che le nostre cooperative sono sane, il marciume non è dappertutto: prolifera dove c'è malaffare e connivenza. Siamo Stanchi di sentire parlare della cooperazione sociale solo in termini negativi – aggiunge - generalizzare non porta a nulla e le cooperative che non hanno gestito la questione in maniera adeguata saranno estromesse".

"Le nostre cooperative – prosegue Dal Degan – hanno come obbiettivo quello di garantire standard qualitativi d’accoglienza elevati e percorsi d’integrazione efficaci. Per questo Federsolidarietà ha attivato, a livello regionale e provinciale, dei tavoli di coordinamento e confronto con le associazioni del territorio e una fattiva collaborazione ci unisce alla cooperativa della Caritas Il Samaritano, che segue 93 persone, la maggior parte delle quali ospitate in diverse parrocchie. Ribadisco la nostra disponibilità al dialogo e al confronto con la prefettura e aggiungo che stiamo elaborando delle nuove strategie che tengano lontane le 'false cooperative', che identificano la gestione dei migranti con un business. Sono loro a screditare tutto il mondo cooperativo che quotidianamente si occupa dei bisogni delle persone in stato di disagio e senza il quale sarebbe una catastrofe".

Quanto agli esempi virtuosi forniti, la cooperativa Spazio Aperto, che gestisce i migranti a Bussolengo ed in altri 10 comuni della provincia per un totale di 830 persone, a seguito dell'esperienza ha realizzato due documenti: il "Manuale per operatori" e il "Manuale per il richiedente asilo". Nel primo sono specificate le modalità di accoglienza all'arrivo, gli accompagnamenti in questura, l'accompagnamento al Sistema Sanitario Nazionale, i corsi di alfabetizzazione, i diversi momenti di supporto e ascolto. Il secondo manuale vuole invece fornire al richiedente asilo, fin dal primo momento, tutte le informazioni necessarie al suo percorso, dalla compilazione del modello C3, alla modalità di funzionamento della commissione territoriale, le diverse possibilità di permesso (rifugiato, sussidiaria, umanitaria) e le modalità di ricorso in caso di diniego, la richiesta dei documenti di viaggio dopo la concessione dei permessi, l'iscrizione al SSN in modo autonomo dopo l'uscita dal programma e l'inserimento lavorativo. La cooperativa organizza anche incontri nei quali si spiega, con un approccio molto pratico, come viaggiare sui mezzi pubblici, entrare negli uffici, chiedere un passaggio, approcciare il mondo femminile, e sull’educazione alla salute. Uno dei tanti esempi positivi di integrazione sul territorio è rappresentato dai lavori socialmente utili attivati nel comune di Isola della Scala dove otto profughi africani volontari, coordinati con la borsa lavoro finanziata dall’amministrazione comunale, hanno tinteggiato tutte le aule scolastiche e supportato gli operai comunali.

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A Sommacampagna, da un mese e mezzo, la sede logistica della Cooperativa “I Piosi” ospita cinque ragazzi e un nigeriano, tra i 18 e i 21 anni, che hanno affrontato il Mediterraneo per scappare da circostanze drammatiche. La Cooperativa, che si occupa principalmente di attività rivolte alla disabilità, offre servizi educativi e un progetto di integrazione lavorativa rivolto a persone disoccupate, in collaborazione con i servizi sociali del comune. Per questo nuovo progetto di accoglienza sono diverse le forze che si sono messe in campo accanto a “I Piosi”: la Parrocchia Sant’Andrea di Sommacampagna, la Caritas, Adoa, il gruppo missionario, gli scout e alcune associazioni del paese. I ragazzi sono stati coinvolti in percorsi di formazione linguistica, attività sportive e nell’affiancamento lavorativo. Ma tutto il paese ha risposto in modo solidale, con la creazione di una rete di volontari che ha affiancato il lavoro degli educatori e del personale della Cooperativa: alcuni insegnanti in pensione ad esempio, si sono messi a disposizione per il corso di italiano presso le scuole medie di Sommacampagna .

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