Da poco uscito dal carcere, le telecamere lo sorprendono a vendere droga sui Bastioni

Aveva lasciato la Casa Circondariale di Aosta il 5 novembre e giovedì gli agenti della Polizia Locale di Verona lo hanno colto in flagrante con 2 acquirenti, grazie ad un dispositivo di sorveglianza

Un momento della conferenza stampa al Comando della Polizia Locale di Verona

Nuovo arresto per spaccio di droga giovedì ai Bastioni di Verona, frutto dell'efficienza degli agenti della Polizia Locale e dell'Unità Cinofila ma anche grazie alla tecnologia e all'uso delle telecamere.
Sono state proprio le immagini visualizzate in tempo reale dal Nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia locale a portare all'arresto in flagranza di reato di un cittadino algerino, classe 1972, fermato mentre stava vendendo sostanza stupefacente, circa 16 grammi di hashish, a due acquirenti. Segnalato al Pubblico ministero l'uomo è stato arrestato.

Si tratta di un richiedente protezione internazionale, già gravato da recidiva per precedenti penali attinenti allo spaccio. Entrato in Italia nel 2017 da Ventimiglia, l'uomo era stato arrestato a Torino nel 2018 per reati legati alla droga. Uscito dal carcere di Aosta lo scorso 5 novembre, è arrivato a Verona dove avrebbe proseguito nella propria attività illecita.

L'operazione

L'algerino è arrivato ai Bastioni di Circonvallazione Oriani in biciletta, verso le 15.30. Avrebbe iniziato a girovagare e a guardarsi attorno, per poi fermarsi su una panchina. La potente telecamera di sorveglianza presente nell'area avrebbe registrato tutto, compreso il via vai di persone che hanno iniziato ad avvicinarsi e che, dopo aver acquistato la droga, si sono allontanate. Dal della Polizia locale è partito l'ordine ad intervenire immediatamente, tanto che gli agenti sono riusciti a cogliere l'algerino in flagrante insieme a due acquirenti. Per lui è scattato l’arresto, convalidato nella direttissima di venerdì mattina. Il processo si terrà il prossimo 26 gennaio, nel frattempo è stato imposto all'uomo il divieto di dimora a Verona e provincia.

I dettagli dell'operazione sono stati illustrati dal sindaco Federico Sboarina e dal Comandante della Polizia locale Luigi Altamura. Erano presenti il responsabile del Nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia locale Massimo Pennella e il presidente della commissione consiliare Sicurezza Roberto Simeoni.

«Siamo di fronte ad operazioni anti droga pressochè quotidiane, perchè ce li andiamo a prendere tutti, uno ad uno - ha detto il sindaco -. Il microspaccio in città si combatte in questo modo. Sul nostro territorio non ci deve essere, continueremo a contrastarlo con ogni mezzo e senza sosta, solo così riusciamo frastagliare la rete degli spacciatori, che hanno capito di non aver vita facile nella nostra città. Ciò grazie anche agli importanti investimenti messi in campo dall'Amministrazione per dare maggior risorse alla nostra Polizia locale, dotandola di maggior personale ma anche di strumenti tecnologici all'avanguardia, oltre che della prima Unità Cinofila che continua a rivelarsi di fondamentale ausilio. Tuttavia, di fronte a pregiudicati, il problema non riguarda solo la sicurezza ma è anche di carattere politico. L'algerino arrestato ieri era in Italia da poco più di tre anni, entrato a Ventimiglia nel 2017 come richiedente protezione internazionale. Di certo non è venuto in Italia per lavorare, visto che nel 2018 è stato arrestato a Torino per spaccio di droga. A Verona è arrivato dopo essere uscito dal carcere di Aosta pochi giorni fa, per continuare a delinquere e spacciare ai nostri ragazzi. Questo è inaccettabile, motivo per cui continueremo ad intervenire in modo chirurgico e capillare su tutto il territorio».

«Le telecamere di videosorveglianza sono state implementate e migliorate nella qualità delle immagini grazie ad uno stanziamento nel bilancio comunale - ha detto Altamura-. Ciò ci permette non solo un controllo in tempo reale, ma anche di intervenire subito e in modo efficacie. Nel caso specifico, gli agenti del Nucleo di Polizia Giudiziaria erano in appostamento da un paio d'ore, sorvegliando i movimenti dell'algerino e la dinamica degli appuntamenti con gli acquirenti. Le immagini eloquenti delle telecamere hanno quindi dato il via all'arresto in fragranza».

«La Polizia locale a Verona c'è e i risultati si vedono - ha aggiunto Simeoni -. In Commissione sicurezza lavoriamo anche per raccogliere suggerimenti e proposte utili alle misure anti droga già in atto».

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