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Cronaca Cerea

Spaccio di droga gestito come una piccola azienda familiare nella Bassa: 4 in manette

Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Verona, sono partite nel novembre 2023 dopo aver fermato marito e moglie a Cerea al termine di un breve fuga: i due avevano cercato di liberarsi di un involucro contenente cocaina

Avrebbero messo in piedi una fiorente attività di spaccio di droga nella Bassa veronese, gestita come se si fosse trattato di una comune, piccola azienda familiare, ma alla fine sono finiti in manette. 
Sono stati i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Legnago ad eseguire le misure cautelari nei confronti di 4 individui, 3 di origini marocchine (tra cui una donna) e uno di origini campane, tutti accusati del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 

Nel corso delle indagini infatti, i militari sarebbero riusciti a portare alla luce la redditizia attività di spaccio, prevalentemente di cocaina, avviata dagli indagati nei territori di Legnago, Cerea e Villa Bartolomea, nel periodo compreso tra il 2020 e il 2024. 
A dare il via all'attività investigativa è stato l'arresto ed il deferimento in stato di libertà di due dei tre marocchini. Questi, il 15 novembre 2023, si trovavano a bordo di un'auto in località Cherubine, frazione di Cerea, quando alla vista delle divise avrebbero gettato dal finestrino un involucro, per poi tentare la fuga per le vie del paese della Bassa. Tentativo che non ha dato i frutti sperati dai fuggitivi, che sono stati bloccati dai militari, i quali avrebbero anche recuperato il pacchetto scoprendo che conteneva oltre 15 grammi di cocaina: l'uomo è stato dunque tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, mentre la moglie è stata deferita in stato di libertà solo per la detenzione di stupefacenti. 

Gli approndimenti che sono seguiti, avrebbero poi consentito ai carabinieri di acquisire altri, e gravi, indizi di colpevolezza a carico dei due coniugi ed anche sugli altri due indagati. In particolare, le indagini avrebbero evidenzioato come la coppia, con il contributo degli altri due, avesse avviato la fiorente attività di spaccio, come se si trattasse di una piccola azienda familiare, operante prevalentemente su Legnago e Cerea.

L'attività investigativa svolta ha permesso alla Procura di Verona, che la coordinava, di avanzare la richiesta al gip del tribunale scaligero di una misura cautelare personale per i 4 indagati. Ordinanza che è stata emessa nei giorni scorsi ed eseguita nella giornata di mercoledì dai carabinieri di Legnago: una persona è stata condotta nel carcere di Montorio, due sono state poste agli arresti domiciliari e per l'ultima è stato disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. 

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