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La caserma della guardia di finanza di via Nicola Mazza, a Verona (foto web)

La caserma della guardia di finanza di via Nicola Mazza, a Verona (foto web)

Pedinato fin davanti alla caserma della Finanza: spacciatore arrestato

Un tunisino è stato fermato per la seconda volta in due mesi: ieri i finanzieri lo avevano visto smerciare eroina per due volte per poi dirigersi davanti ai militari e "firmare" come disposto dal giudice

I finanzieri lo tenevano d'occhio da tutto il pomeriggio. Lo avevano persino visto spacciare. Devono quindi essersi stupiti non poco, quindi, quando lo stesso pusher ha fatto rotta nella caserma di via Mazza per la sua "firma quotidiana". Il cittadini di origine tunisina era stato già arrestato il mese scorso dalla guardia di finanza per spaccio di sostanze stupefacenti. Il giudice per le indagini preliminari ne aveva poi disposto la scarcerazione con obbligo di presenza, due volte al giorno, davanti ai militari.

Nella giornata di ieri, quando il tunisino, senza fissa dimora, si è presentato in caserma lo hanno dunque arrestato. I pedinamenti erano avvanuti prima in Borgo Roma e successivamente a Veronetta. Lo hanno sorpreso mentre “riforniva” due cittadini italiani di alcune dosi di eroina. I due “clienti”, una volta fermati dai Baschi Verdi di Verona, hanno confermato l’identità dello spacciatore precisando che, nel corso di una precedente “fornitura”, era in compagnia della sua fidanzata di nazionalità italiana. Intuendo che anche la compagna potesse essere complice nell’attività di spaccio, i finanzieri, dopo averla individuata nei pressi della caserma in attesa del suo fidanzato, hanno proceduto con la perquisizione personale: all’interno della borsetta della donna sono stati così rinvenuti 10 grammi di eroina, suddivisi in dosi da un grammo.

Immediata poi la perquisizione dell’attuale dimora della coppia, in zona Borgo Roma: lì sono stati sequestrati due involucri termosaldati di eroina da cinque grammi ciascuno nonché 920Pedinato euro, frutto delle precedenti attività di spaccio. Il pubblico ministero Elvira Vitulli ha disposto il giudizio per direttissima nei confronti della coppia che si è svolto stamattina, in Tribunale.

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