Sostanze ignote dentro delle buste alle Poste: scatta l'allarme per "rischio biologico"

Il rinvenimento dei pacchi sospetti è avvenuto al Centro di meccanizzazione postale nei pressi di piazzale XXV Aprile. Informata la Prefettura, sul posto agenti della polizia e vigili del fuoco, diciassette le persone che sono entrate in contatto con le sostanze non identificate

Centro di meccanizzazione postale nei pressi di piazzale XXV Aprile

Erano circa le ore 18 di ieri, giovedì 4 gennaio, quando a Verona in piazzale XXV aprile è scattato un allarme per il pericolo di contaminazione con sostanze non identificate e  potenzialmente tossiche. Per la precisione, nei pressi del Centro di meccanizzazione postale che si trova vicino alla stazione di Porta Nuova, sono state rinvenute due buste gialle, una delle quali era marchiata con il simbolo del "rischio biologico".

Il singolare ritrovamento ha quindi fatto scattare il piano di sicurezza previsto in casi simili, facendo prendere tutte le precauzioni possibili atte a scongiurare un eventuale pericolo terroristico. In particolare è stata informata la Prefettura e sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato. 

Secondo le prime informazioni disponibili, sarebbero almeno diciassette le persone entrate in contatto con le sostanze non meglio identificate contenute nelle buste gialle. Tutti i soggetti, ad ogni modo, non sono stati ospedalizzati, poiché a seguito di controlli sanitari sono risultati privi di sintomi che lasciassero intuire rischi per la loro salute.

Sul posto sono giunti i soccorritori del 118 con un'automedica e un'ambulanza, oltre all'unità del SISP (Servizio Igiene Sanità Pubblica ndr) e i vigili del fuoco. Quest'ultimi sono intervenuti nell'immediato del ritrovamento con una squadra, un mezzo specialistico utilizzato nei casi di rinvenimento di materiale a rischio nucleare o biologico e con un funzionario.

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I pompieri hanno operato per circa tre ore, provvedendo al recupero ed isolamento dellle due buste sospette, infine trasportandole presso il loro Laboratorio batteriologico chimico e radiologico che ha sede a Mestre. Ora un biologo si occuperà dell'analisi delle sostanze rinvenute e nelle prossime ore dovrebbero emergere i primi risultati tesi a confermarne o smentirne l'eventuale pericolosità.

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