Urbanistica, la Provincia di Verona dà il via alla nuova era di progettazione

Approvato il Piano territoriale di coordinamento, che traccia la pianificazione di tutto il territorio. Suddivisione in macroaree (vivibilità, ecologia, paesaggistica) e zone (Lessinia, città di Verona, Colline, Pianura, Baldo Garda Mincio)

"Con l'approvazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale abbiamo aumentato la capacità di governare il territorio evitando gli scempi ambientali del passato". Con queste parole, l'assessore alla Pianificazione territoriale, Samuele Campedelli, ha presentato la nuova "era" d progettazione in provincia. L'impegno principale del Ptcp è stato quello di delineare alcuni obiettivi per ottenere il "miglior equilibrio tra il recupero dell'ambiente e le esigenze connesse con lo sviluppo. La Provincia di Verona era l'unica in Veneto a non aver ancora attivato il Piano, nonostante le lunghe discussioni che si susseguono fin dagli anni Novanta. Gli obiettivi generali del Piano puntano su temi ambientali, infrastrutturali, insediativi e dei servizi sovracomunali, con le relative priorità.

Vengono individuate tre macroaree: vivibilità delle persone, con la sicurezza rispetto ai rischi presenti; ecologia, dove ogni intervento dovrà prevedere idonei sistemi di tutela e recupero di risorse se depauperate; paesaggistico, recuperando gli aspetti culturali ed estetici del paesaggio. Venendo agli aspetti caratterizzanti, si è voluto potenziare il ruolo di Verona nella logistica perché l'organizzazione dei trasporti e delle infrastrutture necessarie diventa particolarmente difficile da individuare se non attraverso un analitico studio delle casistiche. Sono state analizzate quantità, origine e destinazione dei flussi di merci per individuare le necessità del territorio e rispettare la sua vocazione logistica con il minor dispendio di risorse territoriali ed economiche. Nell'insediativo, invece, il Piano ha voluto incidere su sistema residenziale, produttivo, commerciale e turistico con la qualificazione di quanto già realizzato, utilizzando nuovo territorio solamente se ne saranno comprovate le necessità.

Per la definizione degli obiettivi particolari è stato suddiviso il territorio provinciale in alcuni ambiti che hanno mostrato la necessità di elementi di intervento non inquadrabili negli obiettivi generali perché troppo specifici: Lessinia, città di Verona, Colline, Pianura, Baldo-Garda-Mincio. "Sono soddisfatto - spiega Campedelli - perché lo abbiamo fatto con una condivisione delle istituzioni e delle altre forze presenti nella nostra provincia. L'approvazione del Consiglio era indispensabile perché l'assetto del territorio è una delle questioni cruciali del nostro tempo ed è un tema che può essere affrontato solamente in un approccio di area vasta, che è il compito specifico della Provincia nel quadro di riferimento definito dalla Regione”.

Ma il cammino molto travagliato del Piano non è ancora concluso, in realtà: ora ci sarà tempo 60 giorni, per presentare le osservazioni, da parte di Comuni ed enti interessati che successivamente finiranno sui banchi della Provincia per l'approvazione e poi, in ultima fase, su quelli della Regione per il via libera definitivo.

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