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Donna segregata in un cassone, restano in carcere i due accusati

Oltre all'imprenditore agricolo Reinhold Thurner, anche il suo collaboratore polacco di 36 anni, Piotr Nowicki, è accusato di sequestro di persona e tortura e, su ordine del giudice, i due devono rimanere a Montorio

Restano entrambi in carcere i due uomini accusati di aver tenuto una donna segregata in un cassone della frutta per 14 giorni a Sommacampagna. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Livia Magri, come riportato ne L'Arena di domenica 2 settembre.

Oltre all'imprenditore agricolo Reinhold Thurner, anche il suo collaboratore polacco di 36 anni, Piotr Nowicki, è accusato di sequestro di persona e tortura e, su ordine del giudice, i due devono rimanere a Montorio. Contro di loro c'è la testimonianza della vittima, dettagliatamente raccolta dai carabinieri di Villafranca, ma anche la certificazione medica che ha accertato la condizione di denutrizione e disidratazione della donna, una condizione che avvalora la sua testimonianza.

La vittima è l'ex compagna di Thurner, il proprietario del campo in cui la vittima è stata trovata e dell'azienda per cui lei lavorava. Piotr Nowicki, invece, è in Italia da qualche mese ed anche lui è un dipendente di Thurner. Il polacco avrebbe aiutato il suo datore di lavoro a rinchiudere la donna nel cassone ed era lui a minacciarla e a portarle ogni tanto da mangiare e da bere. Sarebbe stato, in sostanza, il carceriere della vittima. Al momento, Piotr Nowicki non ha fornito una versione dei fatti diversa da quella descritta dalla donna, ma presto potrebbe rompere il silenzio, magari fornendo un memoriale.

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