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Montorio, situazione carcere "intollerabile": "Utilizziamo le caserme dismesse"

Per il segretario della polizia penitenziaria "su 450 posti disponibili i detenuti sono giunti a superare le 900 unità. Carico di lavoro stressante per il personale". Tosi: "Predisponiamo le vecchie strutture"

"La situazione del carcere di Montorio Veronese ha superato ogni limite di tollerabilità e vanno presi provvedimenti". Lo ha affermato Giovanni Battista Durante, segretario generale del Sappe, Sindacato della polizia penitenziaria, che martedì mattina ha visitato la struttura penitenziaria. Per Durante "su 450 posti disponibili i detenuti sono giunti a superare le 900 unità; a tutto ciò si aggiunge un tale carico di lavoro per il personale che sui circa 300 agenti ben 45 sono in malattia vittime dello stress".

Inoltre "ci sarebbero carenze strutturali, specie nell'area adibita all'ora d'aria, e di sicurezza considerato che in più occasioni, nel gioco delle turnazioni, un solo agente è chiamato a controllare un intero reparto. La situazione di criticità oltre a toccare gli agenti - rileva Durante - interessa naturalmente i detenuti che essendo in sovrannumero mal riescono a gestire gli spazi esigui. Crescono così i pericoli per gli agenti ma anche per le dinamiche tra detenuti tant'é che solo sabato scorso si sarebbe verificata una violenta rissa che ha coinvolto ben sette carcerati".

DECRETO SVUOTA CARCERI - Mentre si svolgeva il sopralluogo di Durante, sull'argomento "carceri", anche il sindaco di Verona Flavio Tosi era intervenuto: "Il cosiddetto 'Decreto svuota carceri', non rappresenta una soluzione strutturale al problema del sovraffollamento delle carceri, non tutela la sicurezza dei cittadini e non rende il sistema carcerario rispettoso della dignità dei detenuti". Per questo Tosi ha inviato una lettera al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri. Per Tosi "le cause del sovraffollamento sono note: da un lato l'eccessiva lentezza dei tempi processuali e, dall'altro, l'inadeguatezza ed inefficienza di ogni provvedimento attuato finora, i cui effetti sono stati solo quelli di rimettere in libertà per pochi mesi migliaia di detenuti, gran parte dei quali, poi, più o meno rapidamente, sono rientrati in carcere per nuovi reati".

"In attesa di una riforma della giustizia che riduca i tempi processuali - scrive Tosi -, credo sia possibile affrontare il sovraffollamento carcerario senza essere condizionati dall'emergenza, ma programmando una soluzione realisticamente realizzabile". Per questo il sindaco di Verona propone di diversificare "i luoghi di reclusione in base alla pericolosità dei detenuti: per i condannati per reati giudicati socialmente meno pericolosi o di minor allarme sociale, potrebbero essere approntate strutture più leggere di quelle attuali utilizzando gli edifici delle numerosissime caserme dismesse e che potrebbero essere adattate con minor spesa rispetto alla costruzione di nuove strutturé". Nelle carceri 'leggere' per Tosi "sarebbero anche molto minori i costi del personale e potrebbero essere attivate, per questi detenuti meno pericolosi, forme di attività lavorativa non retribuite, sicuramente preferibili alle attuali condizioni di reclusione".

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