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Lunedì, 5 Dicembre 2022
Cronaca Santa Lucia e Golosine / Via Ottavio Caccia

Risse, liti e disturbo della quiete pubblica: sigilli per il Caffè Dolce Amaro

Il locale situato in via Caccia, a Verona, è stato il destinatario del provvedimento del questore Petricca che ha deciso di sospendere per 15 giorni la licenza per la somministrazione di alimenti e bevande

Per motivi di ordine e sicurezza pubblica, e con la finalità d’impedire il protrarsi di una situazione di pericolosità sociale, il questore di Verona Ivana Petricca ha deciso di sospendere la licenza per la somministrazione di alimenti e bevande al "Caffè Dolce Amaro", situato in città in via Caccia, come stabilisce la norma dell’art. 100 del T.U.L.P.S.

La sospensione è stata decisa in seguito ai numerosi interventi che si sono susseguiti a partire dal 22 settembre 2019, l'ultimo dei quali è stato effettuato presso il locale dagli agenti delle Volanti: secondo quanto riferiscono le forze dell'ordine, si tratta di un’escalation di episodi che va dalle risse alle liti tra persone in stato di ubriachezza, da casi di molestie a quelli ripetuti di disturbo alla quiete pubblica. Inoltre è stata anche accertata l’abituale presenza di numerosi soggetti con precedenti penali e di polizia.

A riguardo di quest'ultima osservazione, la Questura sottolinea che la motivazione di tale provvedimento "risiede anche nello scopo di dissuadere e privare per qualche tempo soggetti indesiderati, perché pericolosi, pregiudicati o con precedenti di polizia, di un luogo abituale di aggregazione e avvertirli della circostanza che la loro presenza presso quel locale è oggetto di particolare attenzione da parte dell’Autorità".

Sono stati i poliziotti della Divisone di Polizia Amministrativa congiuntamente agli agenti delle Volanti della Questura, alle 11 di martedì, ad eseguire il provvedimento con l’apposizione dei sigilli e la chiusura temporanea dell’attività dell’esercizio pubblico. 
Il gestore nonché titolare della licenza è stato informato che l’attuale prima sospensione, nelle ipotesi che i fatti già accertati si ripetano, può determinare una seconda più grave interruzione dell’attività, fino alla eventuale revoca della licenza.

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