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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca Centro storico / Piazza Bra

Baby gang, scatta la "stretta" a Verona: prevenzione nelle scuole, presidio interforze e unità cinofile 

«Chiederemo il coinvolgimento dell'Ufficio scolastico provinciale e dei dirigenti scolastici, assieme ai Servizi sociali, per fare prevenzione, ma proporrò anche di entrare nelle scuole con i cani antidroga», ha dichiarato il sindaco Sboarina all'esito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica

Scudo sui ragazzi, per contenere il fenomeno delle baby gang. È quanto si è deciso nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica (Cosp), questa mattina venerdì 28 gennaio, durante il quale è emersa la volontà di «adottare il pugno duro». Insomma, il Comune di Verona annuncia in una nota un vero e proprio «giro di vite» che da un lato intensificherà anche la presenza interforze sul territorio, grazie al coinvolgimento di tutte le forze dell’ordine. A Verona, spiega palazzo Barbieri, la situazione è «costantemente monitorata e quindi sono già noti luoghi e momenti di ritrovo, sia in centro storico che nelle vicinanze della stazione». Dall’altro lato, su proposta del sindaco Federico Sboarina, è stato previsto anche il «coinvolgimento del mondo della scuola per iniziare un’attività massiccia di prevenzione in aula».

Da Palazzo Barbieri, infatti, arriva l’idea di proporre, ai dirigenti scolastici che ne faranno richiesta, il «controllo degli istituti anche grazie all’impiego delle unità cinofile antidroga». Al momento, infatti, le verifiche con i cani possono riguardare solamente le aree adiacenti i plessi scolastici, ma non è possibile per gli agenti entrare nelle scuole. La settimana prossima il Prefetto convocherà un incontro in cui discutere della questione.

«Non permetteremo che l’escalation di violenza vista in altre città, con rapine e attacchi alle auto delle forze dell’ordine, colpisca anche Verona - spiega il sindaco scaligero Federico Sboarina -. Purtroppo, quello delle baby gang, è un problema che coinvolge tutta Italia, per questo siamo disposti ad intervenire con il pugno duro ancor prima che il fenomeno possa degenerare. Finora abbiamo monitorato le zone e gli orari in cui queste bande si ritrovano, li conosciamo, ma interverremo con ancora più fermezza presidiando il territorio e, dove richiesto, entrando nelle scuole. Chiederemo il coinvolgimento dell'Ufficio scolastico provinciale e dei dirigenti scolastici, assieme ai Servizi sociali, per fare prevenzione, ma proporrò anche di entrare nelle scuole con i cani antidroga, in maniera ovviamente rispettosa della privacy, della legge e degli studenti. Ma l'esperienza della nostra unità cinofila dimostra che la sostanza stupefacente viene nascosta ovunque ed è una maniera efficace per contrastare il microspaccio. L'azione capillare che facciamo sul territorio funziona anche per isolare le mele marce dai tantissimi ragazzi veronesi in gamba. Così come facciamo fuori, - conclude Federico Sboarina - anche nelle scuole avverrebbe ovviamente nella massima riservatezza e a garanzia soprattutto dei minori».

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