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Si intascano tre milioni e mandano l'azienda a rotoli

Due imprenditori senza scrupoli acquisiscono la Alkom spa per succhiarle tutti i soldi, arrestati

Avevano promesso di salvare dal fallimento la Alkom Alluminio spa di San Bonifacio, invece le hanno succhiato tutte le risorse e l'hanno mandata in bancarotta. Dieci dipendenti in rovina e quasi tre milioni di euro sottratti illecitamente alle casse dell'azienda. La guardia di finanza scaligera ha arrestato mercoledì scorso un 61enne residente a Latina e un 54enne residente a Castelfranco Veneto, con l'accusa di bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita e ricorso abusivo al credito.

Le indagini sono state avviate a fine 2009, quando per la Alkom, attiva nel settore della fabbricazione di cisterne e serbatoi, le difficoltà economiche si erano tramutate in grave crisi. I due arrestati a quel tempo hanno fiutato l'affare e hanno acquistato tutte le quote societarie dell'azienda, prendendone il pieno controllo. A metterci la faccia è il 61enne, che si era costruito una seconda identità con il nome di Salvatore, che entra in possesso del 30% delle quote, mentre il socio trevigiano si nasconde dietro una società olandese, la Burnby B.V., con sede dichiarata a Verona in corte Melone 2, che detiene il resto del capitale sociale. Lui, infatti, ha precedenti per diverse tipologie di reato, tra le quali quella di contrabbando.

Una volta preso possesso dell'azienda, i due giustificavano gli ammanchi o le spese societarie con l'emissione di fatture false per operazioni commerciali mai avvenute. Oppure fingevano svariati acquisti di merce insesistente. La documentazione finanziaria fasulla si tramutava in assegni che venivano presentati a banche compiacenti di San Marino e cambiati in contante. Con la possibilità di farlo direttamente allo sportello. Nessuna traccia sui conti correnti. I soldi ritirati poi non entravano più nelle casse aziendali, ma finivano dritti nelle tasche degli arrestati. In più queste carte servivano a dimostrare che l'azienda navigava in ottime acque, ottenendo ulteriore contante dalle banche.


Le Fiamme Gialle hanno accertato la distrazione di 1 milione 600mila euro dal bilancio della Alkom, il ricorso abusivo al credito per oltre 400mila euro, grazie a una serie di fatture false intestate a una terza persona giudicata estranea ai fatti e intascate indebitamente dagli indagati, e l'appropriazione indebita di 700mila euro derivanti dai prelievi alle casse societarie giustificate da poste di bilancio fittizie. In più il 54enne non ha mai versato l'aumento di capitale di 3milioni 500mila euro promesso per il rilancio dell'azienda.

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