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Cronaca

Si finge amico del nipote e chiede 5mila euro a 78enne

Tentata truffa all'Unicredit. Il cassiere si insospettisce e chiama la polizia. Colpevole in fuga

“Mi ha fermata un uomo distinto, a bordo di una bella macchina, apparentemente insospettabile. In mezzo alla strada ha cominciato a suonare il clacson per attirare la mia attenzione. Gli servivano assolutamente 5mila euro che poi avrebbe girato a mio nipote, suo grande amico”. A parlare è la signora Graziella Conte, 78 anni di Verona, vittima di una tentata truffa avvenuta lo scorso 25 novembre. L’episodio risale a quel giovedì pomeriggio, alle 15, quando alla signora, appena scesa dal bus nei pressi dell’ospedale geriatrico di Borgo Trento, si è avvicinato un uomo di mezz’età ben vestito, dalla parlantina fluida e gioviale, a bordo di una macchina.

“Non si ricorda di me?- avrebbe detto- Sono Alessandro, amico fraterno di suo nipote, abbiamo parlato assieme una decina di volte. Proprio suo nipote mi ha contattato perché lei è l’unica che può dargli i 5mila euro che gli servono urgentemente”. Pronta la risposta della donna: “Ma Luca è a Bruxelles. Com’è possibile che arrivi questa richiesta proprio da lui?”. Una prima titubanza non avrebbe scoraggiato il truffatore che, prontamente, ha chiamato un complice al cellulare, facendole credere che fosse il parente lontano. “Il segnale era disturbato- commenta Graziella- non si sentiva nulla, solo un gracchiare”. Ma a quel punto, toccata nei sentimenti, la signora Graziella si è lasciata convincere: è salita in macchina con l’uomo e assieme hanno percorso il chilometro che li distanziava dalla filiale Unicredit di piazza Vittorio Veneto.


“L’accompagnatore” è rimasto fuori, per “parcheggiare la macchina”. Lei, invece, trafelata e preoccupata si è rivolta allo sportello per prelevare la somma di denaro richiesta. È stato allora che l’impiegato dietro il vetro si è insospettito, “tutti conoscevano la signora Conte- avrebbe detto poi- non aveva mai richiesto somme talmente alte e così, all’improvviso”. Da quel sospetto è stato chiamato il direttore della filiale che, chiarendo le motivazioni della donna e notando l’assenza dell’accompagnatore, ha chiesto l’intervento della polizia con una pattuglia della Squadra Mobile in borghese. Poi i primi accertamenti e le testimonianze della signora e del cassiere. Il tempo trascorso avrebbe però insospettito il truffatore, che poco dopo se l’è svignata, facendo perdere le tracce. “Non c’è stato nessun arresto ma stiamo investigando per raggiungere l’uomo- spiega il dirigente della Mobile, Giampaolo Trevisi-. Abbiamo visionato le riprese delle telecamere esterne e abbiamo percorso a ritroso, con l’aiuto della vittima, il tragitto compiuto in macchina fino alla banca. Stavolta è andata a finire bene per tutti, anche grazie alla prontezza dei cassieri e alla memoria dell’anziana signora, che si ricorda perfettamente viso, fisionomia e particolari del truffatore”.

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