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Traffico di droga da Belgio e Albania fino a Verona e Trento

Indagini durate quasi un anno per sgominare la banda italo-albanese che gestiva il traffico di cocaina, marijuana e hashish nelle due città a e Latina. Decine di perquisizioni: due etti sequestrati

Specializzati nello smercio di cocaina, marijuana e hashish e attivi tra Trento, Verona e Latina, nel Lazio. L'ennesimo blitz dei carabinieri, stavolta in coordinamento su tre province in parti diverse d'Italia, ha portato a sgominare una banda di spacciatori. Sei gli arresti dell'operazione "Casanova" (ad indicare l'abbigliamento ricercato e la particolare cura della persona) scattati stamattina, all'alba. Si tratta di cinque uomini di origine albanese e una donna italiana, tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini erano cominciate a Trento tra il giugno 2012 e lo scorso mese di aprile: molti gli episodi "ben documentati" di acquisto, e commercio della droga tramite intercettazioni, pedinamenti e appostamenti, con diversi controlli in borghese nei locali. Secondo i carabinieri, il gruppo avrebbe avuto un ruolo importante nel mercato della cocaina sulla città di Trento, in particolare coinvolgendo giovani e giovanissimi. Come basi logistiche utilizzavano i bar più "In" e con maggior richiamo di clientela, e soprattutto durante i momenti di "happy hour", nelle ore pre-serali. La banda ha portato i militari dei tre Comandi provinciali interessati ad indagini in Albania e Belgio, da cui si sospetta arrivasse la droga. A farsi carico dei trasporti era Adriatik Xhilaga, pregiudicato 35enne residente a Latina, disoccupato e clandestino in Italia. Gli altri arrestati sono tutti giovanissimi e tutti disoccupati: Oltian Cani, 23enne di Trento, pregiudicato e irregolare in Italia; Klaudius Porja, 23 anni, in attesa del permesso di soggiorno a Trento, pregiudicato; Rexh Meshi, 41enne di Trento, irregolare; Finik Lleshi, pregiudicato e irregolare di Trento di 22 anni. La "quota rosa" del gruppo è anche l'unica italiana, e la più giovane, si tratta di Chiara Marchesini, nata a Rovereto e residente a Brentino Belluno in via Giarolo, sentimentalmente legata a Cani.

Le investigazioni hanno permesso di sequestrare finora circa due etti di droga, tra coca, "maria" e "fumo": nel corso dei controlli sono stati segnalati anche 20 clienti, ritenuti abituali, in Prefettura a Trento come "assuntori di stupefacenti". Circa sessanta i militari che hanno partecipato, nel corso dei mesi, alle indagini.

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