Sfregia la ex a San Zeno di Montagna e scappa, arrestato a Reggio Emilia

L'uomo è un 40enne di origini marocchine, ma residente nel Veronese. La vittima è una 52enne, finita in ospedale con lesioni al volto probabilmente permanenti ed un taglio al cuoio capelluto

(Foto di repertorio)

Una stretta collaborazione tra carabinieri di Caprino Veronese e colleghi di Reggio Emilia ha reso vano il tentativo di fuga di un 40enne di origini marocchine e residente nel Veronese. L'uomo era ricercato perché ritenuto responsabile dell'aggressione alla ex compagna, una donna di 52 anni di San Zeno di Montagna. Dopo il fatto, avvenuto intorno alle 20 di ieri, 28 maggio, l'uomo è scappato, ma i militari lo hanno preso alle 2.30 di questa notte, in via Anna Frank, a Gavasseto, una frazione di Reggio Emilia. L'uomo è stato fermato alla guida della sua Audi A3 nera, con a bordo due valige piene di abiti ed effetti personali e con in tasca 1.500 euro. Molto probabilmente il suo intento era quello di lasciare l'Italia, ma dopo l'arresto è stato condotto in carcere a Reggio Emilia.

Pare che l'aggressione sia stata il culmine di un litigio tra i due ex fidanzati. L'uomo avrebbe sfregiato la 52enne con un coltello, procurandole lesioni al volto permanenti ed un taglio al cuoio capelluto. La donna è stata subito ricoverata in ospedale, mentre l'uomo è fuggito, ma dopo qualche ora è stato intercettato dai carabinieri nella periferia del capoluogo reggiano.

Secondo le informazioni fornite dai carabinieri le iniziali del nome dell'uomo sono T.S.N., mentre quelle della vittima sono B.R.. I due avevano convissuto per dieci anni, ma il loro rapporto non sarebbe mai stato roseo. Alcuni mesi fa, la donna avrebbe allontanato l'uomo da casa e lui avrebbe trovato ospitalità da dei connazionali a Costermano. Anche da lì, però, il 40enne sarebbe stato allontanato e con l'arrivo della pandemia di coronavirus i due ex conviventi sarebbero stati costretti di nuovo a condividere lo stesso tetto, perché l'uomo aveva conservato la residenza a San Zeno di Montagna. Nei mesi di quarantena, la coppia avrebbe ripreso a litigare per via della gelosia dell'uomo. E così la donna è tornata a chiedere all'uomo di andarsene, con il venir meno delle restrizioni. L'uomo avrebbe così fatto le valige, ma ieri, prima di andar via avrebbe chiesto alla donna un ultimo bacio. Lei si sarabbe così avvicinata e lui l'avrebbe colpita con il coltello, scappando subito dopo.
I militari hanno riferito che la prima prognosi per la donna è di 20 giorni. La ferita maggiore sarebbe sul volto lunga più di 20 centimetri, con conseguente lesione deturpante del viso, mentre l'altra ferita sarebbe il taglio al cuoio cappelluto.

Sul luogo dell'aggressione sono giunti i carabinieri della di Torri del Benaco, che conoscevano bene la coppia e proprio grazie alla conoscenza personale dei due è stato possibile ricostruire la rete di amicizie ed appoggi su cui il marocchino avrebbe potuto contare. Le immediate investigazioni del nucleo operativo e radiomobile di Caprino Veronese, intervenuto a supporto dei colleghi, hanno consentito di acquisire elementi incriminanti nei confronti del marocchino, indirizzando così le indagini verso tutti quei soggetti che si riteneva potessero fornire copertura al 40enne. Le ricerche, oltre ai valichi di frontiera ed alle stazioni portuali ed aeroportuali del Nord Italia, sono state diramate anche ai carabinieri di Reggio Emilia perchè alcuni indizi portavano proprio a quella provincia. Questa sinergia ha dato i suoi frutti qualche ora più tardi, quando grazie all'esame del sistema varchi di lettura targhe è stato possibile individure l'auto di T.S.N. nel Reggiano. 

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L'uomo è stato accusato di lesioni personali aggravate e deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso.

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