menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
I carabinieri di Lazise

I carabinieri di Lazise

Dai servizi sociali ai domiciliari: dice di dover lavorare, ma le indagini lo smentiscono

Era stato condannato a 3 anni e 3 mesi per i reati di frode in commercio, falso e reati fiscali commessi nel 2010 e aveva presentato un’istanza per poter espiare la pena residua in regime di affidamento in prova ai servizi sociali

Aveva chiesto di scontare la pena residua in regime di affidamento in prova ai servizi sociali per poter lavorare, ma le indagini avrebbero portato alla luce diverse incongruenze con quanto da lui affermato. Ad inizio settimana dunque, i carabinieri della stazione di Lazise hanno tratto in arresto S.D., veronese classe 1968 residente in paese, coniugato, disoccupato e positivo banca dati, in ottemperanza a un ordine di esecuzione della pena detentiva in regime degli arresti domiciliari, emesso dal Tribunale di sorveglianza di Ancona il 27 gennaio 2021.

L’uomo era stato condannato a 3 anni e 3 mesi di reclusione per i reati di frode in commercio, falso e reati fiscali, commessi nell’anno 2010. Al fine di mitigare la sua posizione, S. D. aveva presentato un’istanza per poter espiare la pena residua (3 mesi) in regime di affidamento in prova ai servizi sociali poiché, a suo dire, in questo modo avrebbe potuto svolgere la sua regolare attività lavorativa.

Come detto però, i carabinieri hanno svolto alcune indagini volte a verificare la veridicità di quanto asserito nell’istanza, riscontrando incongruenze e criticità
L'uomo aveva dichiarato di svolgere attività lavorativa presso un’azienda della provincia di Verona, la cui sede risulterebbe essere inesistente, senza considerare che la presunta amministratrice era un soggetto pluripregiudicato. Interpellato quindi dai militari in merito, S. D. avrebbe riferito di svolgere una non meglio precisata attività di consulenza, senza però fornire alcun riscontro in merito, neppure per luoghi e orari di svolgimento.

I carabinieri dunque hanno comunicato i risultati dell'attività investigativa all'autorità giudiziaria che, concordando pienamente con quanto appurato, ha rigettato l’istanza di messa in prova al servizio sociale, disponendo che il veronese avrebbe dovuto scontare la pena in regime di detenzione domiciliare.
Ricevuto il provvedimento, gli uomini dell'Arma si sono attivati e, dopo gli accertamenti del caso, hanno tratto in arresto S. D.; l’uomo, al termine delle formalità di rito, è stato quindi condotto presso l’abitazione di residenza in regime di detenzione domiciliare, dove dovrà espiare una pena residua di 3 mesi di reclusione.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Benessere

    Pasta di legumi: benefici e ricetta

  • social

    Aperti online i Casting dello Zecchino d’Oro

  • social

    L'Acqua in uno scatto: concorso a premi

Torna su

Canali

VeronaSera è in caricamento