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Maxi sequestro nel veronese, sotto inchiesta un sorvegliato speciale

La Dia di Padova ha bloccato beni per un valore di 500 mila euro ad un pregiudicato residente a Verona che si ritiene essere ancora oggi un elemento di spicco della 'ndrangheta

La Direzione investigativa di Padova ha fatto scattare oggi un maxi sequestro nei confronti di un abitante del veronese. L'uomo, un sorvegliato speciale con obbligo di firma, è da tempo ritenuto un affiliato del clan della 'ndrangheta “Dragone”. Il sequestro della Dia ha interessato beni per un valore totale di mezzo milione di euro. Il pregiudicato ha precedenti per sequestro di persona, omicidio colposo, bancarotta fraudolenta e ricettazione, con pene passate in giudicato ed è considerato un elemento di spicco del clan malavitoso.

L'uomo si è trasferito da tempo, assieme alla sua famiglia, nel veronese dove è avvenuta parte del sequestro di beni che sarebbero il frutto della sua attività delittuosa. La Dia di Padova ha così messo i sigilli a una abitazione di Gazzo Veronese, a due case a Sena di Cropani (Catanzaro), a una Mercedes C220, a cinque motorini e a una quota rilevante del capitale della Real Costruzioni con sede a Verona. Altri beni non sono stati sequestrati percé oggetto di procedure di confisca da parte di istituti di credito. L'indagato - secondo la Dia - risulta aver mantenuto una condotta delittuosa che avallerebbe la tesi che ancora oggi sia in contatto con l’ndrangheta. La sua pericolosità - secondo gli investigatori - sarebbe comprovata dal tentativo di nascondere il frutto della propria attività criminale utilizzando prestanome, a cominciare proprio da alcuni membri del suo nucleo familiare.

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