Maxi sequestro di droga nella Bassa: recuperati oltre 78 chili di hashish

Il blitz è scattato venerdì, dopo alcune settimane di indagini, in un appartamento di Ca' degli Oppi e in un garage di Verona. In manette sono finiti tre uomini, mentre una donna è stata denunciata

I carabinieri con la droga sequestrata

Il più grande sequestro di droga della Bassa veronese dal 2001 ad oggi, è stato compiuto venerdì sera dai carabinieri della Compagnia e del nucleo Radiomobile di Legnago, che tra il comune di Oppeano e Verona hanno messo le mani su oltre 78 chilogrammi di hashish, 8 mila euro in contanti, una pistola scacciacani priva di tappo rosso, cinque telefoni cellulari e il relativo materiale per il confenzionamento. Alla fine sono stati arrestati tre uomini di origine marocchina e denunciata a piede libero una ragazza, tutti regolari sul territorio e privi di un'occuoazione: per loro l'accusa è quella di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. 

L'INDAGINE - Le operazioni hanno preso il via poco più di due mesi fa, quando la stazione dei militari di Oppeano ha segnalato alla caserma legnaghese, guidata dal Capitano Lucio De Angelis, l'arrivo nella frazione di Ca' degli Oppi di un uomo con alle spalle alcuni precedenti per spaccio. Si sono messi in moto così gli accertamenti da parte dell'Arma: pedinamenti e servizi di osservazione, hanno portato le forze dell'ordine a scoprire che l'individuo era domiciliato in un appartamento di via Serraglio insieme ad altre tre persone, ma ad attirare la loro attenzione è stata principalmente una loro particolare abitudine. I tre infatti usavano fare avanti-indietro dalla zona di Montorio, dove avevano un garage a loro disposizione. Si recavano sul posto con una Volkswagen Golf e una Renault Clio, ma una della due auto andava più avanti per segnalare l'eventuale presenza di posti di blocco a chi restava indietro. Oltre a questo modus operandi, i sospetti dei carabinieri si sono fatti sempre più forti quando hanno scoperto che la rimessa interessata era già finita sotto la loro lente di ingrandimento quando, nel corso di alcuni controlli, il cane dell'unità cinofila di Torreglia aveva evidenziato la presenza di droga in quella zona. 

LA DROGA - Venerdì sera è dunque scattato il blitz nell'abitazione di Ca' degli Oppi dove, oltre ai quattro seoggetti, sono stati recuperati più di 28 chili di hashis, insieme al materiale per il confezionamento, la pistola, il denaro e i cellulari. A quel punto i militari hanno preso le chiavi del garage e si sono recati anche nella zona di Verona, dove hanno recuperato gli altri 50 chilogrammi. 
Di questi, 70 erano suddivisi in panetti da 1 chilo l'uno, mentre gli altri 8 erano ovuli e olio di hashish, prodotti di un prezzo e di un pregio superiore con un elevato principio attivo, per un valore complessivo che le forze dell'ordine hanno stimato in tutto in 900 mila euro. 
Le indagini ora vanno avanti, per comprendere da dove sia stata fatta arrivare tutta quella sostanza stupefacente e quale fosse la destinazione ultima. I marchi presenti sui panetti, che solitamente contraddistinguono il produttore, farebbero pensare che il tutto sia giunto in Italia dal Marocco, o passando dalla Spagna o tramite una nave attraccata su uno dei porti del Tirreno. Le prime ipotesi degli investigatori, indicano i tre come fornitori dei grossisti del territorio: non si tratterebbe quindi persone che si occupavano della vendita al dettaglio, ma che probabilmente cedevano 1 o 2 chili al colpo di stupefacente, a chi invece si occupava di distribuirlo in una determinata zona.
Potrebbe quindi trattarsi di un anello piuttosto in alto nella catena del traffico di droga. Questa in particolare inoltre sarebbe stata destinata principalmente alla zona della Bassa, ma si sospetta che prodotti come gli ovuli, composti da resina di hashish, potessero essere spediti in paesi più a nord, come la Svizzera. 

Alla fine dunque sono finiti in manette; M.Y., classe 1986 e unico pregiudicato del gruppo, che risultava residente a Belfiore; J.M., classe 1988 che a sua volta risultava residente a Belfiore; e E.S.A., classe 1983 la cui residenza era invece Casaleone. I provvedimenti sono stati richiesti dal Pm Albertini e convalidati dal Gip Magri, nella mattinata di lunedì. Denunciata una ragazza classe 2000, E.B.S., che risultava invece essere residente a Noventa Vicentina.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tragico incidente sul lavoro: operaio 38enne precipita a terra e muore

  • Virus, il vaccino veronese fa sperare: «È ben tollerato e induce risposta immunitaria»

  • Ordinanza Zaia: si può passeggiare al lago o in montagna? Mascherina, multe ai gestori locali

  • Tragico scontro tra auto e camion nella Bassa: morto un trentenne

  • Regalo di Natale dal Governo per chi paga con bancomat e carte: cos'è il "cashback"?

  • Nuovi chiarimenti della Regione sull'ordinanza di Zaia: sì a camminate gruppi nordic walking

Torna su
VeronaSera è in caricamento