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Giovedì, 29 Settembre 2022
Cronaca

Sempre pi veronesi con la febbre del gioco

Secondo Eurispes, in Veneto per lazzardo solo i veneziani spendono pi di noi

La febbre del gioco è a Verona. Non per questo si voleva aprire proprio qui un altro casinò. La città scaligera, guarda caso, è quella che spende di più in tutta la regione dopo Venezia, sede del casinò municipale, per lotterie come gratta e vinci, Superenalotto, Win for Life e altri giochi quali scommesse, slot machine e azzardo online. La spesa media che ogni veronese ha sostenuto per il gioco nel 2008 ammonta a 828 euro, contro i 933 che spendono i veneziani per tentare la fortuna. I dati sono contenuti nel rapporto nazionale "Il gioco in Italia: da fenomeno di costume a colosso industriale", che è stato presentato oggi a Roma.


Un vero giro d’affari: nonostante la crisi economica, nei primi nove mesi di quest’anno sono stati fatturati in Italia 39 miliardi di euro, con un aumento del 14,4% rispetto allo stesso periodo del 2008 e nel 2010 la raccolta del settore giochi e scommesse potrebbe raggiungere i 58 miliardi di euro, pari al 3,7% del Pil. Insomma il mercato dei giochi, secondo l'istituto di ricerca, ha raggiunto proporzioni tali da poter essere considerato una vera e propria industria. Inoltre si comincia già a giocare da giovani: su un campione di 1.007 persone, il 39% ha iniziato a tentare la fortuna tra i 18 e i 25 anni, il 38,4% tra i 13 e i 17. I giochi online stanno conoscendo un incremento di fatturato, ma c’è ancora un po’ di diffidenza: più di un giocatore su tre (34,9%) teme che dietro ai giochi e alle scommesse on line si celino delle truffe. Come investire i proventi del gioco? Il 27,1% degli intervistati ritiene che lo Stato dovrebbe investirli nella Sanità.

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