Cronaca Veronetta / Vicolo Beltrame

Segregata in casa e picchiata, chiede aiuto lanciando un bigliettino ad una passante

"Chiama Polizia" e il suo nome, questo c'era scritto sul bigliettino piovuto in testa ad un passante di via Beltrame, che non ci ha pensato due volte ed ha avvisato il 113

Il consiglio della Questura di rivolgersi immediatamente e senza esitazione al 113 in ogni situazione di pericolo non sarà mai ripetuto abbastanza e ne è chiaro esempio la vicenda che lunedì ha visto come sfortunata protagonista una donna ucraina segregata in casa dal compagno. Dopo mesi si soprusi, infatti, è stata proprio la decisione di chiedere aiuto alla polizia a sottrarla finalmente alle angherie del violento convivente.
Ma per la donna non è stato semplice nemmeno lanciare quella richiesta di aiuto, visto che era stata privata del telefono cellulare e veniva tenuta chiusa in casa. Così, intorno alle 13 del 24 agosto, una donna che camminava lungo Via Beltrame si è vista planare addosso un bigliettino di carta con scritto il nome della donna ed una richiesta: “Chiama Polizia”. La passante, pur non conoscendo la reale situazione, non ha perso tempo ed ha immediatamente segnalato il fatto al 113. Ed ha fatto più che bene, perché proprio grazie a quella telefonata i poliziotti sono potuti arrivare in tempo utile presso l’appartamento dal quale era stato visto lanciare il biglietto e scoprire cosa vi stava accadendo.
All’interno vi hanno trovato una donna ucraina il lacrime. Il fidanzato, dopo averla picchiata per l’ennesima volta, financo a morderla ad una mano, era appena scappato. La sera prima era stata presa a pugni direttamente al volto, tanto da dover richiedere l’intervento del 118 ma tacendo la causa delle lesioni. Questo il tenore degli ultimi mesi di convivenza con il compagno egiziano, durante i quali alle interminabili liti causate dalla gelosia di lui, si alternavano le violenze quotidiane e le minacce sempre più crudeli, tanto da farla desistere, fin a quel momento, dal rivolgersi alle forze dell’ordine.
Ma nell’ultimo periodo la situazione era anche peggiorata. La donna si era vista costretta in casa, priva del cellulare e di tutti i documenti personali e quindi, temendo sempre di più per la sua vita ha deciso di lanciare la sua richiesta di aiuto.

Repentino l’intervento della Polizia. Mentre gli agenti arrivati sul posto hanno aiutato la donna ad allontanarsi dall’abitazione e la accompagnavano al Pronto Soccorso di borgo Trento dove le sarebbero poi stati dati 15 giorni di prognosi per le lesioni riportate, un'altra pattuglia ha individuato il suo violento compagno e lo ha portato in Questura.
Alla luce di quanto emerso, A.M.S.E., 19enne egiziano, è stato quindi denunciato a piede libero per i reati di lesioni personali, furto, minacce ed ingiurie.

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