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Scuolabus vietato, genitori in rivolta

Scuolabus vietato, genitori in rivolta

Scuolabus vietato, genitori in rivolta

Comitato genitori democratici: "La scuola non va incontro alle famiglie"

Aria di bufera, dopo l’incresciosa vicenda della scuolabus della scuola materna Villa Ara. Il caso ha sollevato critiche da parte di alcuni genitori che hanno raccontato che la settimana scorsa l’autista del pulmino si è rifiutato di riaccompagnare a casa due sorelline, che fino ad allora avevano regolarmente usufruito del servizio.

Mentre i comitati dei genitori cominciano a muoversi, la scuola materna Villa Ara non rilascia nessuna dichiarazione, trincerandosi dietro un no comment. “Ci siamo confrontati con i genitori, e siamo tutti d’accordo nel dire che si tratta di un atto disdicevole, ma l’amministrazione non può e non deve prendersela con i bambini -ha dichiarato Luca Sandrini del Comitato genitori per la scuola dell’infanzia- Se i genitori non pagano è giusto sanzionarli, ma quelle bambine non centravano. Le hanno lasciate a scuola: questa è un’umiliazione bella e buona, ai traumi che ne potrebbero conseguire si vede che nessuno ci ha pensato. Le ritorsioni sui bambini non si fanno, faremo sentire la nostra voce all’amministrazione in proposito a questa faccenda“.

Anche Francesca Cellina del Comitato genitori democratici condanna l’accaduto: “Alcuni mesi fa un gruppo di genitori di alunni della scuola media delle Golosine aveva realizzato una raccolta fondi per finanziare l’allacciamento Adsl della scuola. Ma quando sono le famiglie a registrare un disagio accade il contrario, la scuola non va incontro alle famiglie. Ed occorre precisare che il servizio del pulmino è subappaltato dal Comune. Sembra quasi che l’ente pubblico manchi di competenza e di attenzione. Se la colpa è dei genitori, perché fare ritorsioni su due bambine? Non ci sono parole per esprimere un simile atto incivile”.

Da parte sua, l’assessore all’istruzione Alberto Benetti ha evidenziato in una nota che la famiglia delle due bimbe era stata avvertita con ampio anticipo della sospensione del trasporto dopo aver ricevuto due solleciti e un incontro informativo in comune sulle possibili agevolazioni. «La famiglia - ha detto Benetti - non aveva mai pagato nemmeno una rata per il servizio di trasporto dall’inizio dell’anno scolastico, che ammonta a 23 euro al mese, con retta ridotta del 50% per il primogenito nel caso di due fratelli che usufruiscono contemporaneamente dello stesso servizio ».
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