Lacrimogeno all'incontro sulle foibe: disordini all'Ateneo

L'appuntamento con la relatrice Alessandra Kervesan si è trasformato in un'occasione di scontro per alcuni studenti, culminato in un fuggi-fuggi generale e in un'indagine della polizia

Momenti di alta tensione quelli vissuti ieri nel polo Zanotto dell'Università di Verona. A scatenare la miccia tra diverse fazioni politiche, un incontro che aveva come argomento "Le foibe: tra mito e realtà" e come relatrice era stata chiamata Alessandra Kervesan, che in un'intervista diffusa sul web ha dichiarato "Commemorare i morti delle foibe significa commemorare rastrellatori fascisti e collaborazionisti nazisti".

L'INCONTRO - L'incontro con la relatrice goriziana ha fin dall'inizio scatenato la protesta delle fazioni della destra studentesca come Forza Nuova, Blocco Studentesco e Casa Pound e due giorni fa anche il rettore Alessandro Mazzucco, con il plauso anche di politici veronesi come Vittorio Di Dio, aveva deciso di annullare l'incontro. I promotori dell'incontro però, i giovani del collettivo Studiare con Lentezza, hanno deciso di non rinunciare all'appuntamento, che si è svolto in un'aula che hanno in concessione al piano terra della facoltà di lettere e Filosofia, negli spazi di pertinenza del dipartimento Tempo, spazio, immagine società diretto da Gian Paolo Romagnani.  

I DISORDINI - Questo ha fatto scatanare l'ira dei rappresentanti della destra, che sono penetrati nelle aule universitarie per porre fine all'incontro, che nel frattempo continuava ad andare avanti nonostante fosse anche stata tolta la corrente dal personale tecnico dell'università per dissuaderli. Una volta arrivati davanti all'entrata dell'aula i contestatori hanno trovato le porte sbarrate, gli organzzatori infatti hanno avuto la prontezza per bloccarle con delle sedie. In questo modo si sono potuti evitare dei probabili scontri, i dissidenti però, con i volti coperti dalle sciarpe, sono rimasti dov'erano cantando cori, fino a quando non è stato lanciato un fumogeno.

LA FUGA - A quel punto è scoppiato il fuggi-fuggi generale, sia del personale universitario, sia dei facinorosi, in quanto i carabinieri erano penetrati nell'edificio per porre un freno e identificare i disturbatori che sono stati lesti a fuggire. I presenti all'incontro invece sono stati costretti a rompere le maniglie delle porte per fuggire dall'aula, visto che il fumo era penetrato all'interno e aveva reso l'aria irrespirabile. 

LE INDAGINI - Al termine della giornata gli agenti della Digos hanno sequestrato due auto, parcheggiate in via San Francesco, che contenevano bandiere e fumogeni. L'ipotesi di reato per la quale indagano gli inquirenti è accensione pericolosa di cose oltre che di danneggiamento. Alcuni testimoni sono già stati sentiti in Questura in serata e la polizia ha proseguito con l'attività di vigilanza nella zona fino alla tarda serata. 

LE CONSEGUENZE - Per questa mattina sono attese le reazioni degli organi ufficiali e istituzionali sull'episodio. Omar Rahman inoltre, presidente del Consiglio degli studenti, dovrebbe inoltrare una richiesta formale perché venga tolta venga tolta ai collettivi la concessione dell'aula in questione.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tragico incidente sul lavoro: operaio 38enne precipita a terra e muore

  • In sella alla moto sbatte contro un'auto a Pizzoletta e perde la vita

  • Covid-19, in Veneto 107 decessi in 24 ore. 27 tra Verona e provincia

  • Nuovi chiarimenti della Regione sull'ordinanza di Zaia: sì a camminate gruppi nordic walking

  • Un hotel extra lusso nel cuore di Verona al posto degli ex uffici Unicredit

  • Il Veneto resta zona gialla, ora è ufficiale. Presidente Zaia: «Non abbassiamo la guardia»

Torna su
VeronaSera è in caricamento