Scontri in piazza Erbe, un minore tra i 12 giovani fermati: le indagini sono solo all'inizio

La Digos si sta occupando di visionare i filmati dei tafferugli avvenuti mercoledì sera nel cuore di Verona, per identificare i presenti e attribuire le rispettive responsabilità. Possibile denuncia anche per i promotori del corteo

Un'immagine degli scontri avvenuti mercoledì sera

Sono 12 le persone fermate dopo gli scontri avvenuti mercoledì sera in piazza Erbe a Verona dalla Polizia di Stato, come riferisce la Questura scaligera, ma il nucleo più corposo delle indagini avviate dalla Digos darà solo in un secondo momento i suoi frutti. 

I fermati

Dei 12 individui fermati, 10 sono stati per il momento solo identificati, mentre per 2 è già scattata la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, in quanto avrebbero cercato di scappare dalle forze dell'ordine. Sarebbero tutti ragazzi di ètà compresa tra i 18 e i 25 anni, a parte un minorenne, alcuni dei quali con precedenti, che non avrebbero a che fare con il settore della ristorazione o dei commercianti: gli investigatori stanno ora cercando di capire la loro eventuale collocazione all'interno dell'ambiente politico veronese, guardando in particolar modo alle frange di estrema destra. 

I promotori

Come riferito da alcuni promotori della manifestazione "spontanea" di mercoledì sera, il tutto avrebbe dovuto svolgersi in maniera pacifica, senza atti di violenza, ma l'infiltrazione di alcuni gruppi di ultra destra avrebbe fatto prendere alla protesta una piega non voluta. Secondo le intenzioni, il corteo avrebbe dovuto sciogliersi una volta giunto in piazza Erbe, dove invece si sono accesi i tafferugli con le forze dell'ordine, che hanno bloccato i manifestanti che intendevano andare in Prefettura. 
Promotori che se identificati rischiano a loro volta di essere denunciati per "manifestazione non preavvisata", dal momento che la Questura non era stata informata, oltre al fatto che i cortei sono al momenti vietati dal Dpcm. 

Le indagini

Negli scontri sono 6 gli agenti rimasti feriti, il più grave dei quali ha riportato il distaccamento del tendine della spalla, scatenando la reazione dei sindacati di polizia. Nel frattempo le indagini della Digos vanno avanti, per cercare di identificare i facinorosi che hanno preso parte agli scontri: l'analisi dei filmati andrà avanti nei prossimi giorni, per dare un nome a questi individui e attribuire loro le rispettive responsabilità. Le accuse possono andare da reati come resistenza a pubblico ufficiale e accensione di fuochi pericolosi fino a quello di lesioni personali. 

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