Scommesse e match truccati coinvolte Chievo e Hellas

Per i clivensi dubbi su una trasferta a Milano. Nel mirino degli inquirenti anche Verona-Ravenna

Scommesse e match truccati coinvolte Chievo e Hellas
Scandalo nel mondo del calcio. L'ennesimo. E si capisce che i sedici arresti di questa mattina sarebbero solo la punta di un iceberg destinato ad allargarsi e a minare, di nuovo, l'immagine dello sport più popolare d'Italia. Popolare come i nomi che sono finiti nella rete della polizia di Cremona, accusati di aver pilotato i risultati di alcune partite per poi avere la garanzia di scommettere giusto. E fare molti soldi, da "reinvestire" per corrompere giocatori e allargare l'organizzazione. 

NELLE CARTE UNA PARTITA DEL CHIEVO A MILANO -Nell'ordinanza del gip di Cremona Guidi Salvini si trovano delle intercettazioni definite "significative delle dimensioni delle manipolazioni". Il 19 marzo 2011 Massimo Erodiani, secondo l'accusa attivo nella rete delle partite truccate, racconta al "sodale" Francesco Giannone, che secondo gli inquirenti scommetteva sulle partite truccate: "L'anno scorso ho fatto il Chievo a Milano... Over tre e mezzo... Si sono presentati là... Mi hanno detto, vi facciamo vincere la partita, fateci fare un goal...! ... La partita mi sa che finì tre a uno... quattro a uno...". Non si sa a chi Massimo Erodiani si riferisca. Se a qualcuno della società clivense o meno. Fatto sta che il 16 ottobre 2010 Milan-Chievo si conclude sul 3-1. Mentre l'altra trasferta milanese dei gialloblù si conclude sul 4-3 per l'Inter. 

"STANNO GIOCANDO IL PAREGGIO DEL CHIEVO" - Il 25 marzo 2011 un uomo dice a Gianfranco Parlato, collaboratore del Viareggio Calcio ed ex giocatore che ha militato in serie B e C indagato a piede libero:"Stanno già giocando il pareggio del Chievo". E il 28 marzo, su indicazione dei Monopoli di Stato, la procura federale bloccò effettivamente le puntate sul match poiché si era evidenziato un flusso anomalo di scommesse sul segno "X".

LO SCANDALO TOCCA ANCHE L'HELLAS - Anche l'Hellas Verona, suo malgrado, entra nelle carte dell'inchiesta. Sotto la lente d'ingrandimento, infatti, sarebbe finita anche la larga vittoria dei gialloblù contro il Ravenna del 27 febbraio scorso. Quattro a due il risultato finale. "Sono sgomento - ha dichiarato il consigliere delegato della squadra ora impegnata nei playoff Benito Siciliano - Siamo completamente estranei. Tutti conoscono la solidità e l'onestà di questa società. Abbiamo vinto legittimamente conseguendo il risultato con il massimo sforzo". Dall'ordinanza del gip Guido Salvini si evince che Giorgio Buffone, direttore sportivo del Ravenna Calcio, "squadra disponibile a perdere in trasferta" si scrive letteralmente, informa della volontà di subire una sconfitta Marco Pirani, medico odontoiatra della provincia di Ancona, che a sua volta informa il suo socio Massimo Erodiani. I due secondo l'accusa organizzavano il giro delle partite pilotate. Il direttore sportivo "prendeva contatti con la dirigenza della squadra veronese ai fini di concordare un'eventuale sconfitta del Ravenna, non riuscendo nell'intento". Stando alle carte quindi il contatto ci sarebbe stato, ma senza andare a buon fine.

"RIGIOCATE HELLAS-RAVENNA" - Gli inquirenti hanno preferito andare sul sicuro. "Sono stati raggiunti da misura cautelare solo i soggetti che parlavano direttamente al telefono - ha spiegato il procuratore della Repubblica di Cremona Roberto Di Martino, città da cui sono partite le indagini - sono stati esclusi quelli di cui si parla solamente". Intanto il Codacons ha chiesto che le possibili partite falsate vengano rigiocate. Uno scenario improbabile, ma se ciò avvenisse l'Hellas potrebbe rischiare di perdere i playoff. Un'eventuale sconfitta con il Ravenna porterebbe i gialloblù a pari punti con lo Spezia, anche se, dalla parte dei gialloblù c'è una migliore differenza reti.

"CAMPIONATO LEGA PRO FALSATO"- Playoff a rischio, dunque? Il Codacons ha anche annunciato che intraprenderà una class action per chiedere il rimborso dei biglietti delle partite incriminate. Compresa quella del Bentegodi. I dubbi sul campionato di Lega Pro in corso pesano come un macigno. Nell'ordinanza di custodia cautelare con la quale il gip Guido Salvini ha disposto gli arresti per le sedici persone coinvolte si spiega che "l'attività dell'associazione è tuttora in corso e sta incidendo sulle ultime fasi dei vari campionati, con gravi danni per le società, per gli scommettitori leali e per la regolarità delle competizioni sportive".

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