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Sciopero dei medici di famiglia. Sospeso l'invio delle ricette telematiche

La protesta sarà il 19 e il 20 settembre, ma potrebbe ripetersi a distanza di sette giorni. E si potrebbe arrivare anche alla chiusura degli ambulatori se la Regione non darà risposte adeguate

Domani, martedì 19 settembre, e mercoledì 20 settembre, saranno i primi due giorni della protesta dei medici di famiglia veneti. Due giorni in cui sarà bloccato l'invio della ricetta telematica. Protesta che sarà ripetuta anche a distanza di sette giorni e che potrebbe continuare anche ad ottobre. I medici di base sono pronti anche a scioperare chiudendo gli studi, fino a quando la Regione Veneto non darà risposte adeguate alle diverse criticità nelle cure territoriali evidenziate dai medici.

"Chiediamo per quali ragioni è stato bloccato il potenziamento e il consolidamento dell'offerta territoriale che avrebbe dovuto sviluppare i nuovi ospedali di comunità, gli hospices, il potenziamento dell'assistenza domiciliare e il rafforzamento organizzativo della medicina di base", si legge in una nota diffusa dalla sezione veronese della Fimmg, la federazione che rappresenta i medici di famiglia.

La Fimmg sottolinea che la sanità in Veneto ha raggiunto una qualità eccellente per le alte tecnologie e per le malattie acute, ma non altrettanto sviluppate sono le cure i pazienti fragili e per i cronici, il cui carico grava sempre di più sulle spalle delle famiglie. "A fronte della riduzione di 1.219 posti letto ospedalieri era prevista l'attivazione di 1.263 nuovi posti letto negli ospedali di comunità e hospices - proseguono i medici di Fimmg - Non risulta ne siano stati attivati in Veneto e in qualche Ulss sono stati ridotti. Ora li si vuole portare dentro gli ospedali, come le lungodegenze di un tempo, ma senza prevederne le dotazioni".

A proposito di posti letto, i medici di base hanno calcolato siano almeno 40 mila quelli nelle case dei cittadini veneti. Tanti sono i pazienti assistiti a domicilio e per loro la Fimmg chiede maggiori servizi. "Non sono stati attivati i nuclei di cure palliative oppure sono inefficienti - scrive la federazione dei medici di famiglia - I servizi infermieristici sono limitati a poche ore al giorno e in diverse Ulss l'assistenza infermieristica è appaltata con bandi al ribasso a cooperative sociali che erogano prestazioni a cottimo con personale straniero che quasi non parla con i malati e i familiari".

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