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Sciopero alla Glaxo, D'Arienzo: "Verona rischia di perderla definitivamente"

I lavoratori incroceranno le braccia per 8 ore giovedì 3 maggio, per protestare per le poche informazioni e garanzie sul processo di cessione di una parte dell'azienda che occupa circa 250 persone

Verona rischia di perdere definitivamente la Glaxo, qui dal 1932, e la cosa sta passando sotto silenzio. Inaccettabile.

È il Senatore del Partito Democratico Vincenzo D'Arienzo ad esprimersi sulla situazione dell'azienda situata in via Fleming, nel quartiere di borgo Roma. 
Sindacati e dipendenti infatti hanno indetto uno sciopero di 8 ore per giovedì 3 maggio, lamentando le scarse informazioni e garanzie sul processo di cessione di Glaxo Manufacturing, l'area dell'azienda che produce cefalosporine, che non rientrerebbe più nei piani societari. Nel settore però sono occupate ben 250 persone, preoccupate dalla possibilità di perdere il proprio lavoro. 

È anche grazie ad aziende come queste che Verona è conosciuta nel mondo ed è grazie a Verona se la Glaxo è cresciuta. Per questo abbiamo il dovere di occuparcene.
Se lo stabilimento che produce antibiotici sarà messo in vendita, si ripeterà la querelle di anni fa con il centro ricerche. Con quali esiti?
È anche bene allontanare subito il timore di un effetto domino sull’altro sito Pharma (900 dipendenti). Quindi, occorre agire subito. Infatti, sebbene la comunicazione escluda ipotesi simili per quanto concerne la divisione Pharma, il timore è che anche questa possa però essere interessata da tagli nel prossimo futuro, non fosse altro perché molti brevetti sarebbero ormai in scadenza.
Verona non può lasciare soli i circa 300 dipendenti direttamente interessati dalla vicenda e non è normale che da un lato l'azienda non comunichi con i sindacati e dall'altro le Istituzioni non battono ciglio.
Sette anni fa ci fu la chiusura del centro ricerche, poi venduto all'americana Atpuit, adesso un altro pezzo di Glaxo Smith Kleine rischia di andare via, come possiamo restare indifferenti?
Io dico di no, però è assurdo che dall'estate scorsa, momento in cui è partito il tutto, più nessuno se n'è occupato lasciando soli sindacati e dipendenti.
Penso che Regione e Comune di Verona debbano fare la propria parte, intervenire, aprire un tavolo in modo di scongiurare il declassamento di Verona da un lato e rappresentare le legittime aspettative dei lavoratori veronesi dall'altra.
Purtroppo, ancora non è stato costituito il nuovo Governo, ma appena insediato chiederò al Ministro dello Sviluppo Economico di occuparsene. D'altronde, questo tipo di scelte mette in gioco anche le eccellenze nazionali e, quindi, il Governo deve sentirsi coinvolto.

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