Sciopero alla Coca-Cola. La protesta continua e situazione ancora tesa

Gli episodi di violenza pare non si siano più ripetuti, ma sul tetto rimangono sei lavoratori che fanno lo sciopero della fame. E Sinistra Italiana interroga il ministro del lavoro

Lo sciopero ad oltranza alla Coca-Cola di Nogara, organizzato da Adl Cobas, continua. La situazione rimane tesa e monitorata anche dalle forze dell'ordine giorno per giorno. Martedì 28 marzo, alcuni lavoratori per protesta sono saliti sul tetto dello stabilimento e il sindacato ha denunciato i primi episodi di violenza. Episodi che si sono poi ripetuti ieri, 29 marzo, mentre pare che la giornata di oggi, 30 marzo, sia stata più tranquilla. La Digos ha incontrato gli avvocati di Coca-Cola e quelli della cooperativa a cui sono stati affidati i servizi di logistica e contro cui i lavoratori protestano a causa del rinnovo contrattuale e dei posti di lavoro a rischio per 14 persone. Con i legali, la polizia ha cercato di decidere sul comportamento da intraprendere nei confronti dei manifestanti. Sul tetto dello stabilimento ci sono ancora sei lavoratori che non hanno interrotto lo sciopero della fame.

Della vicenda si è occupata anche la politica, con Sinistra Italiana che chiede l'intervento di governo e magistratura, anche in seguito alle aggressioni che si sono verificate nei giorni scorsi.

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Sinistra Italiana ha presentato un'interrogazione al ministro del lavoro chiedendogli di verificare le vicende che hanno portato prima alla protesta dei lavoratori e poi anche agli atti di violenza. "Ho visto con i miei occhi i segni lasciati sulla pelle di donne e uomini dai taser di vigilantes - ha aggiunto l'onorevole di Sinistra Italiana Giovanni Paglia - Si tratta di un'arma illegale, usata contro lavoratori in lotta contro il sistema dei subappalti, che ha tolto il lavoro a decine di loro. Coca Cola ha la responsabilità di risolvere questa vertenza, garantendo la riassunzione di persone che lavoravano da 10 anni nello stabilimento e garantendo che mai più possa essere usata una vergognosa violenza contro gente che lavora".

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