Cronaca

Curarsi all’estero? I cittadini scaligeri non si fidano di nessuno

Nuova indagine dell’Osservatorio Sanità UniSalute: il 68% dice no alle soluzioni low cost fuori dall’Italia. Solo il 7% si è curato oltre frontiera. A preoccupare sono la scarsa qualità dei materiali, il mancato rispetto delle norme igieniche.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeronaSera

Sempre più spesso si sente parlare di turismo sanitario come di un fenomeno in crescita, specie per l'odontoiatria. Ma quella di farsi curare in un paese straniero è davvero un'opportunità che piace ai veronesi? La maggioranza degli intervistati della provincia veneta (68%) dichiara in maniera netta che non lo farebbe mai mentre solo il 7% afferma di essersi affidato a questo tipo di soluzione. Il 9% non esclude a priori questa possibilità.

L'INDAGINE - Questo è quanto rilevato dall'ultima indagine realizzata dall'Osservatorio Sanità di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria, che ha voluto indagare se e come le abitudini dei veronesi stiano cambiando in merito alla cura della propria salute. Cosa preoccupa maggiormente gli scaligeri dei viaggi all'estero per sottoporsi a visite e cure? Sono in particolare tre i motivi che spingono gli intervistati a tenersi lontani: il principale sono i forti timori sul rispetto delle norme igieniche (78%). I veronesi ritengono poi che i minori costi delle prestazioni siano dovuti alla scarsa qualità dei materiali utilizzati (68%). Per quanto riguarda le soluzioni low cost nel nostro paese, il fenomeno è in crescita. Tuttavia si registra un forte scetticismo anche per le offerte di prestazioni mediche a basso costo proposte da portali dedicati agli acquisti di gruppo. Nello specifico, il 54% dei veronesi dichiara di non fidarsi affatto di queste offerte ed il 36% crede che le stesse siano di scarsa qualità. Di contro il 22% le considera un'opportunità in più che viene offerta e l'11% le ritiene addirittura l'unica soluzione per poter accedere a cure mediche a disposizione di molte famiglie, consapevoli di quanto le cure mediche, in particolare quelle dentistiche, incidano sempre di più sui bilanci domestici.

QUALITA' GARANTITA - Secondo una recente indagine, circa il 18% degli italiani ha dovuto rinunciare per motivi economici a prestazioni sanitarie come visite specialistiche e odontoiatria e nel decennio 2000-2010 la spesa sanitaria privata è aumentata del 25,5%. Come garantire quindi qualità delle prestazioni e accessibilità alle stesse? Perché questo scenario possa migliorare occorre riuscire ad organizzare in modo efficiente la spesa sanitaria privata, che ad oggi in larga parte non è strutturata, in modo da garantire contestualmente qualità e contenimento dei costi. UniSalute ha costruito un modello operativo in grado di poter sostenere nel tempo un'offerta di prestazioni sanitarie di qualità, tra cui anche quelle odontoiatriche. Il controllo del processo di erogazione del servizio consente a UniSalute di mantenere bassi i costi e di effettuare monitoraggi puntuali sulla qualità dei servizi offerti, a garanzia dei propri clienti e per assicurare sostenibilità in un mercato in continua evoluzione.

 

 

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