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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

Sanit regionale: il direttore "volato via"

Un nuovo caso dopo quello del "buco". Via al toto-nomina

Sono passate solo poche ore dalla scoppio del “caso Veneto”, con il buco ripianato a tempo di record dal presidente Luca Zaia, ma il mega direttore generale della Sanità regionale Giancarlo Ruscitti è già volato via. Romano di nascita, cardiologo ed ex manager fino a qualche anno fa di una multinazionale informatica ha fatto perdere proprio in questi giorni, sarà una coincidenza, ha fatto perdere le proprie tracce. Arrivato in laguna nel 2006 con l’allora assessore alla sanità Flavio Tosi, con il quale si dice che i rapporti fossero tutt’altro che collaborativi, Ruscitti è brevemente diventato il “ras” della sanità del Veneto. Scelte, obiettivi, project financing per la realizzazione di nuovi ospedali, nomine dei Direttori generali delle Ulss. Tutto passava dalle sue mani, a volte azzerando addirittura le decisioni degli assessori competenti. Il suo mentore era quel Giancarlo Galan che lo ha fortemente voluto al suo fianco a guidare la complessa e ricca macchina sanitaria regionale, forse per contrastare l’offensiva leghista dei vari Tosi, Martini e Sandri che si sono susseguiti nel ruolo di assessore.

Nei palazzi e nei corridoi veneziani parlano di un Segretario regionale con un carattere molto forte, autoritario e decisionista. E qualche addetto ai lavori sussurra sottovoce che ci siano responsabilità ascrivibili a Ruscitti dietro la brutta figura che ha fatto la Regione nelle scorse ore (a causa del deficit sono intervenuti i Ministri Fazio e Tremonti e numerosi sottosegretari e del deficit ha parlato tutta la stampa nazionale). Del resto, anche l’attuale Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, ex titolare del dicastero della sanità regionale condiviso appunto con Ruscitti, e che giusto in questi giorni ha ricevuto una serie di deleghe (tra le quali, guarda caso, proprio i rapporti con le regioni ed il contenimento della spesa e riparto del fondo sanitario nazionale) ha parlato di polpette avvelenate lasciate a Zaia in eredità dal segretario regionale Ruscitti. Il governatore Luca Zaia ha invece parlato di lui come di un ottimo professionista e non si è sbilanciato sulla eventuale nomina di un suo erede. Ma la scelta sembra già essere stata presa. Il manager galaniano non sarà riconfermato. Al suo posto dovrebbe andare un manager di fiducia del Doge Zaia , che vorrebbe tagliare i ponti con la passata amministrazione, concordato con il sottosegretrio Martini.


Chi allora al suo posto? In netto calo le quotazioni di Valerio Alberti, ex direttore generale dell’azienda ospedaliera scaligera.  Il quale, pur vanta parentele governative (è fratello del Sottosegretario padovano Casellati), è considerato troppo vicino a Galan e distante dagli ambienti leghisti. Salgono invece in maniera decisa le quotazioni di Claudio Dario, attuale Direttore Generale dell’ulss 9, trevigiano doc e ben visto sia dalla componente leghista che dall’ala galaniana presente in Giunta e a Palazzo Ferro Fini.
Stazionarie le possibilità di promozione per Domenico Mantoan, manager vicentino dell’Ulss 4. Anche lui, come Dario, è considerato politicamente “bipartisan” per via degli ottimi rapporti cuciti negli anni con esponenti di primo piano della Lega Nord di Vicenza, ma anche con il Sindaco di Verona Tosi ed il Sottosegretario Martini, e contemporaneamente molto vicino al Pdl, area Sartori-Galan. E’ uscito completamente dal totonomine invece il dg veronese Alessandro Dall’Ora. La sua nomina, infatti, sbilancerebbe troppo verso Verona la sanità, essendo già lo scaligero Coletto a guidarla a Palazzo Balbi. Altro nome in ascesa è quello di Adriano Cestrone, il numero uno dell’azienda ospedaliera di Padova, trevigiano di origini, divenuto famoso recentemente anche per un suo passaggio televisivo alla trasmissione “Mi manda Rai 3” sul caso valvole killer a Padova. La sorpresa dell’ultima ora potrebbe infine arrivare da Venezia, ed esattamente dall’Ulss 12. Si tratta di Antonio Padoan, regista ed artefice insieme a Galan della realizzazione del mega ospedale di Mestre, più volte definito proprio dallo stesso ex governatore il più bello d’europa.

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