Cronaca Borgo Trento / Via Mario Todeschini

Sale slot a Verona. L'intervento dell'Istituto Milton e una petizione per limitarle

Su internet si raccolgono firme per regolamentare meglio il tema, su cui è parla il professor Gerardo Scibelli: "Il proibizionismo non serve. Meglio interventi di prevenzione, informazione e cura"

L'apertura di una sala slot in via Todeschini diventa un caso che coinvolge tutta la città. Dopo l'intervento politico di Verona Pulita, è nata sulla rete una petizione promossa dal Centro Culturale L'Officina. Una petizione che non riguarda solo il caso di Borgo Trento, ma si rivolge all'amministrazione comunale veronese per limitare il proliferare delle sale slot.

Il Comune di Verona ha in mente di regolamentare il tema, ma le proposte fin qui avanzate sono state criticate dall'opposizione. A queste critiche si aggiunge anche l'intervento del professore Gerardo Scibelli, docente di diritto ed economia e membro del Comitato scientifico dell'Istituto politico-economico Milton Friedman.

"Se l'intenzione del Comune di Verona è quella di combattere la ludopatia, la strada che vuole intraprendere è assolutamente la peggiore e i risultati saranno esattamente opposti a quelli sperati - scrive il prof. Scibelli - Non si possono ridurre gli orari d'apertura dei luoghi dedicati al gioco o esercitare forme restrittive che contrastano con le intenzioni dei legislatori nazionali, soltanto per dare un contentino ai cittadini preoccupati, illudendoli che così i giocatori patologici smetteranno di giocare. Queste persone private dell'offerta andranno a cercarla altrove, si dedicheranno al gioco illecito, ai nuovi sistemi telematici irregolari (come i totem) o magari torneranno a frequentare le bische clandestine. Così non si potrà che spingere le persone nelle mani della criminalità e si riempiranno le tasche delle organizzazioni criminali che operano nel gioco d'azzardo illegale".

Continua il docente di diritto ed economia: "Scelte di questo genere, oltre ad essere liberticide, sono irrispettose nei confronti dei cittadini, che non vanno illusi, ma a cui vanno presentate delle soluzioni serie e razionali e non finte soluzioni, offensive per un settore che genera elevato gettito per lo Stato e opera nell'assoluta legalità. Vanno inoltre tutelati gli investimenti che le aziende hanno già fatto sul territorio comunale aprendo le attività, chi pagherebbe i danni qualora queste ricorressero? I cittadini ovviamente. Queste sono scelte pericolose per i lavoratori del settore stesso che rischierebbero il posto di lavoro".

"Gli Stati Uniti, ma anche la Liguria e l'Alto Adige - conclude Gerardo Scibelli - sono gli esempi più lampanti del fallimento del modello proibizionista applicato al gioco d'azzardo lecito. La Giunta veronese farebbe bene a meditare con giudizio una scelta così azzardata, perché verrebbe poi ritenuta responsabile delle conseguenze economiche e sociali della sua azione politica. Piuttosto è meglio pensare ad interventi decisi nei campi della formazione, della prevenzione e dell'informazione, nonché della cura delle persone in difficoltà".

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