Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Valverde / Via Guglielmo Marconi

Rubano schede carburante all'estero, fanno il pieno in Italia e poi lo rivendono

Smantellata dalla polizia stradale un'organizzazione trans-nazionale che colpiva principalmente ditte tedesche e austriache, poi rientrava in provincia e utilizzava immediatamente le carte senza dare il tempo ai proprietari di bloccarle

Le indagini dell'operazione "Fuel Card" hanno preso il via circa due anni fa, quando in Austria e Germania è scattato l'allarme per i numerosi furti di schede carburante avvenuti ai danni di alcune ditte di autotrasporti, e si sono concluse negli ultimi giorni con l'arresto di due autotrasportatori rumeni, mentre un altra persona è stata colpita da un'ordinanza di misura cautelare e una quarta invece risulta indagata. 
L'organizzazione trans-nazionale è stata sgominata dalla Polizia Stradale scaligera, che ha collaborato con le autorità tedesche e austriache, eseguendo le misure cautelari disposte dal gip del Tribunale di Verona nei confronti dei quattro uomini, tutti residenti nella provincia. Questa articolata operazione, ha portato gli agenti ad effettuare diverse perquisizioni in abitazioni e sui mezzi di trasporto, che hanno permesso loro di sequestrare carte carburante rubate, arnesi da scasso, cisterne di gasolio ed un trattore stradale. 

Da circa due anni in alcune stazioni di servizio della provincia veronese si sono registrati, sempre più frequentemente, ingenti rifornimenti di gasolio effettuati con delle schede carburante che risultavano poi rubate. Questi dati sono stati quindi incorciati con le segnalazioni provenienti dalle forze dell'ordine austriache e tedesche, che segnalavano appunto il crescente fenomeno di questo tipo di furti ai danni di alcune ditte locali di autotrasporti. Da lì hanno preso il via della accurate indagini, svolte sia con metodi tradizionali che con l'ausilio di tecnolgie moderne, che hanno consentito agli uomini della Polstrada scaligera di risalire agli autori dei colpi: si trattava di un'organizzazione criminale composta da persone originarie dell'est europeo, residenti nel veronese, che risultavano essere titolari di un'impresa del settore con sede all'estero o autisti di mezzi pesanti, che una volta terminata la propria settimana lavorativa, "arrotondavano" il proprio stipendio con un'attività decisamente più redditizia. 

Appostamenti, pedinamenti, riscontri video ed informatici hanno permesso di appurare che i malviventi nel corso dei fine settimana si dirgevano all'estero, in alcuni stati confinanti (soprattutto in Austria e Germania), dove depredavano le ditte locali delle schede carburante, per poi fare subito rientro in Italia. Giunti nel veronese, non davano tempo ai leggittimi proprietari di accorgersi dei colpi (e di bloccare le tessere) e si recavano subito presso le stazioni di servizio per fare il pieno: per compiere questa seconda operazione, attendevano che il distributore chiudesse, così da poter sfruttare il self-service ed eludere la sorveglianza del gestore. I casi erano due: o rifornivano direttamente autotrasportatori italiani e stranieri dietro compenso, oppure riempivano il serbatoio del proprio mezzo per poi estrarre il carburante e rivenderlo. La vendita in genere veniva effettuata presso i parcheggi utilizzati per la sosta dei veicoli dei veicoli industriali nel weekend. In queste aree veniva quindi creato un vero e proprio "discount del gasolio", dove il combustibile veniva venduto alla metà del suo prezzo di mercato. 
Tutte le fasi dei rifornimenti self–service di gasolio, plurimi ed abusivi, effettuati mediante le tessere carburante di provenienza illecita sono state però documentate da riprese video e riscontri fiscali.
Stando a quanto affermato dalle autorità, in questo modo l'organizzazione riusciva ad intascarsi dai 3 ai 5mila euro ogni weekend di "lavoro extra", ma il conto totale del denaro e dei danni è ancora in fase di quantificazione. 
Un'indagine quella portata avanti dalla Polstrada che si è rivelata particolarmente complicata anche a causa del carattere Trans-nazionale dei crimini, che ha messo in evidenza lo stratagemma ideato dall'organizzazione per sfuggire al controllo delle polizie europee. 

Dopo le indagini della Polizia è stata la volta della Magistratura veronese che esaminati i risultati delle investigazioni, ha disposto la carcerazione dei due ideatori del “sistema Fuel-Card”, ossia A.A. e il figlio V.I.A., l’obbligo di dimora per il terzo componente del gruppo e la denuncia in stato di libertà per un quarto individuo coinvolto.
Da sottolineare come la procura di Verona per compensare le ditte straniere, vittime degli addebiti per i rifornimenti illeciti di gasolio, abbia richiesto tra l’altro il sequestro dei mezzi di proprietà dei due ideatori del piano, finalizzato alla confisca e successiva vendita ai fini risarcitori per l’equivalente del danno cagionato.
Nel corso delle operazioni sono state effettuate svariate perquisizioni che hanno permesso di rinvenire presso l’abitazione dei due arrestati gli arnesi da scasso presumibilmente utilizzati per i furti, un deposito abusivo di gasolio di circa 1000 litri contenuto in due cisterne, occultate nei pressi dell’autorimessa e le pompe necessarie per i travasi del carburante.
Sono attualmente in corso ulteriori accertamenti, anche con altre Polizie europee per verificare ulteriori episodi criminosi.

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