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Rubano 25 quintali di ferro da un deposito ma cadono nella rete dei militari

I carabinieri li tenevano d'occhio già da un po' di tempo, riuscendo infine ad arrestare buona parte della banda dopo averla colta in flagranza di reato per il colpo messo a segno a Oppeano

I carabinieri della stazione di Camponogara, in provincia di Venezia, li stavano tenendo d'occhio già da qualche tempo e al momento opportuno, con la collaborazione dei colleghi delle stazioni di Stra e Campagna Lupia, li hanno arrestati in flagranza di reato sulla Via Luppia San Zeno, a Montagnana, dopo aver messo a segno un colpo in un deposito di materiali ferrorisi a Oppeano. 

I servizi di osservazione e pedinamento, hanno condotto i militari nel paese della Bassa veronese, dove i cinque malviventi si erano recati con due Fiat Scudo. Una volta forzato il lucchetto che bloccava la catena del cancello, i furfanti si sono introdotti nel deposito con i furgoni e hanno iniziato a caricarli con il materiale presente, raggiungendo complessivamente il peso di 25 quintali di ferro, per un valore superiore ai 20 mila euro. Si trattava di giunti, anelli di cilindri, pompe di carri, riduttori, motori elettrici, leve di espansione, pompa grasso complete, tiranti e altro. 

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Dopo aver caricato il bottino quindi i furfanti sono ripartiti a bordo dei due Fiat Scudo, dividendosi poco dopo per strade diverse. Anche i militari quindi sono stati costretti a separarsi, ma uno dei due gruppi ha capito di essere seguito, con i membri presenti che hanno deciso di fermare il mezzo, riuscendo a far perdere le proprie tracce nei campi. Il mezzo quindi è stato posto sotto sequestro, così come la refurtiva presente al suo interno. 

L'altro furgone invece, sul quale viaggiavano tre trentenni già noti alle forze dell'ordine e un minore, è stato bloccato a Montagnana. Per i maggiorenni sono scattate le manette, mentre il più giovane è stato denunciato a piede libero. Anche in questo caso è scattato il sequestro del veicolo così come per la refurtiva, che in precedenza è stata scaricata in mezzo ad un frutteto. 

Gli arrestati inizialmente sono stati condotti nel carcere di Rovigo, salvo poi essere rimessi in libertà dopo la convalida del provvedimento eseguita dal tribunale rodigino. Per il furto e il successivo procedimento infatti, risultava competente la corte di Verona. 

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