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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Rivoluzione Verona Sud, la citt cambia volto

Presentato il master plan dell'intervento. Marani (Ance): "Lavori pubblici a imprese del territorio"

Una vera e propria rivoluzione su Verona Sud. Questo prevede il progetto di rivalutazione e riqualificazione studiato dai tecnici di Palazzo Barbieri per i quartieri che gravitano tra il casello autostradale e viale Piave. Il master plan del piano di sviluppo è stato presentato questa mattina in Comune dal sindaco Flavio Tosi e dal vicesindaco, nonché assessore all’Urbanistica, Vito Gicino in un incontro al quale sono intervenuti, tra gli altri, anche Andrea Bolla, presidente di Confindustria Verona, e Andrea Marani, presidente di Ance Verona. Proprio il presidente dei costruttori è stato il più critico, non tanto nei confronti del progetto, quanto nelle modalità di attuazione.

Il progetto di rivalutazione di Verona sud prevede una profonda modifica di tutta la viabilità dei quartieri interessati e fulcro, o meglio, asse di questa vera e propria rivoluzione viabilistica sarà il cosiddetto “cardo” centrale. Si tratta di una lunga strada a sei corsie che, partendo dal nuovo casello autostradale di Verona sud, porterà cittadini e turisti fino al centro della città, in piazza Bra. Il Cardo, inoltre, ospiterà due corsie destinate al passaggio del nuovo servizio di filovia, in modo da avere un passaggio privilegiato che consenta al servizio pubblico tempi minori di percorrenza rispetto all’auto privata, questo per creare un vantaggio a chi usufruirà della tramvia.

Il master plan non definisce solamente la creazione del Cardo, ma prevede una complessiva rivalutazione della zona a livello urbanistico e viario. Sono previste strade e costruzioni sul modello delle più moderne città, che renderanno Verona una città in grado di gareggiare con le capitali europee. Ovviamente un occhio di riguardo è stato riservato anche ai giardini, le quali saranno presenti sul nuovo volto dei quartieri a sud della città e disposte come a formare un cuscinetto verde che ha il compito di separare i quartieri residenziali da quelli industriali Soddisfatto del progetto il sindaco Tosi, il quale ha voluto sottolineare come questo progetto si ponga “in continuità con quelli studiati dalle amministrazioni precedenti”. Quindi gli attuali inquilini di palazzo Barbieri hanno voluto dare un seguito agli studi, non arrivati a compimento, realizzati dai predecessori, ”perché, in realtà – ha specificato il sindaco -, tutti hanno sempre pensato di sviluppare la parte sud della città, creando qualcosa di bello rispetto a quello che c’è attualmente, l’unica differenza è che noi lo stiamo facendo”.

È stato il vicesindaco Giacino ad introdurre la presentazione del master plan spiegando che il Comune ha voluto capovolgere “la solita logica dei lavori pubblici”. Perché, per accorciare i tempi ed incentivare l’apertura dei cantieri a Palazzo Barbieri hanno pensato di dare incentivi a chi inizia subito con i lavori, secondo la logica del “se parti subito con il cantiere, io (Comune, ndr) ti do di più”. Una filosofia che è piaciuta molto al presidente di Confindustria Verona Bolla, il quale, inoltre si è voluto complimentare con l’amministrazione per aver mantenuto le promesse: “Avevate detto che prima dell’estate avreste presentato questo master plan e lo avete fatto”, questo il suo commento. I complimenti di Arena non sono una sterile sviolinata all’amministrazione comunale, ma dettati da una vera e propria ossessione del numero uno di Confindustria: quella dei tempi. “La crisi è caratterizzata da una notevole incertezza – ha spiegato Bolla -, incertezza che non riusciamo a controllare perché dipende da fattori a carattere mondiale. Per questo è opportuno che sfruttiamo quanto in nostro potere per diminuire quel senso di incertezza dando risposte sicure e tempi certi”.

Meno entusiasta Andrea Marani, presidente dell’Ance di Verona, il quale ha lanciato qualche stilettata a Tosi ed alla sua amministrazione: “Mi auguro vivamente che qui non si parli e basta, ma si realizzi”. Poi l’affondo: “Riguardo alla continuità di intenti con le amministrazioni precedenti, spero che non sia vero. Questa continuità mi fa paura, perché le amministrazioni precedenti non hanno fatto nulla”. Un altro timore di marani riguarda i cantieri, che rischiano di congestionare la città: "Sarà necessaria da parte dell’amministrazione comunale una programmazione coerente degli interventi, che evidentemente non potranno essere attuati contemporaneamente". E finalmente l’argomento più spinoso trattato dal presidente dei costruttori: “Mi auguro che i lavori restino in casa, perlomeno quelli pubblici, perchè la crisi è all’interno delle nostre imprese, delle nostre attività produttive, e mi spiacerebbe che imprese dall’estero venissero qui a fare i padroni di casa”. Marani chiede quindi che le aziende veronesi siano tutelate all’interno di un progetto che si presenta, allo stato attuale, come una grande opportunità sia per le imprese locali, ma anche per quelle non veronesi che intendono investire sul nostro territorio.

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