Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca San Martino Buon Albergo / Piazza del Popolo

Alluvione, sette sindaci riuniti a San Martino: "Lo stato di crisi non basta"

Si chiede udienza al presidente della Regione, Luca Zaia: "Vista la difficoltà di reperire fondi, è necessario che quantomeno ci venga data la possibilità di adoperare le risorse bloccate dal Patto di stabilità"

Un incontro con il presidente della Regione Luca Zaia. Lo chiedono i sindaci dei Comuni dell’Est Veronese colpiti dall’alluvione avvenuta il 16 e 17 maggio 2013, che questa mattina si sono riuniti nel municipio di San Martino Buon Albergo per fare il punto della situazione sullo stato di emergenza. All’incontro erano tutti presenti: Valerio Avesani, Lino Gambaretto, Antonio Casu, Carlo Tessari, Giovanna Negro, Davide Pagangriso e Domenico Sella, primi cittadini dei Comuni di San Martino Buon Albergo, Soave, San Bonifacio, Monteforte, Arcole, Belfiore e Mezzane, insieme all’assessore al Bilancio del Comune di Lavagno, Stefano Ridolfi.

È stato dichiarato lo stato di crisi, ma non è sufficiente. A Zaia intendiamo chiedere rassicurazioni sulla messa in sicurezza dei nostri territori, in modo che quanto accaduto recentemente nei nostri paesi non succeda più. Inoltre è necessario che la Regione istituisca un fondo per erogare, una volta stabilito l’ammontare dei danni, i rimborsi ai cittadini colpiti dalle esondazioni”, hanno spiegato i sindaci. La Regione, intanto, ha fornito ieri il modulo per la richiesta degli indennizzi, che in questi giorni verrà inserito anche sui siti comunali internet e dovrà essere riconsegnato nel proprio Comune di residenza entro il 22 giugno. Le amministrazioni invieranno i moduli in Regione entro il 5 luglio, “poi dovranno dirci come agire per la restituzione dei fondi. Gli agricoltori stanno ancora aspettando di essere risarciti per l’alluvione del novembre 2010, su questo fronte saremo determinati”, hanno aggiunto i primi cittadini. I sindaci hanno inoltre lanciato un grido d’allarme: “Vista la difficoltà di reperire fondi, è necessario che quantomeno ci venga data la possibilità di adoperare le risorse che attualmente sono bloccate a causa del Patto di stabilità, in modo da fare fronte ai danni delle strutture pubbliche”. I primi cittadini hanno auspicato infine che “anche le banche adottino un occhio di riguardo nei confronti delle aziende vittime delle esondazioni”.

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