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La sede della Banca Popolare, in piazza Nogara a Verona (foto web)

La sede della Banca Popolare, in piazza Nogara a Verona (foto web)

Piazza Nogara, si apre il cantiere alla sede della Popolare di Verona

Quarant’anni dopo il primo progetto della sede della banca, si è deciso di intervenire sulla facciata del palazzo per i danni del tempo e dello smog. Lavori in mano all'architetto veronese Valter Rossetto

Si apre il cantiere per il restauro della facciata della sede del Banco Popolare, in piazza Nogara, a Verona. I lavori, in accordo con la Direzione musei civici, inizieranno il 10 giugno e si chiuderanno alla fine di agosto e saranno diretti dall’architetto veronese Valter Rossetto che partecipò al cantiere di costruzione del Palazzo collaborando con Carlo Scarpa e Arrigo Rudi.

Quarant’anni dopo l’incarico a Scarpa per la progettazione della sede della banca, si è deciso di intervenire sulla facciata del Palazzo per evitare che i danni del tempo e dello smog lascino segni indelebili su un importante riferimento architettonico internazionale. Nella facciata dell'edificio sono utilizzati materiali di pregio. All'esterno la maggior parte della superficie è intonacata, ma è presente anche Marmo Rosso di Verona e Marmo Botticino, specialmente nello zoccolo, mentre la loggia all'ultimo livello è in acciaio, impreziosito da un fregio a piccole tesserine di mosaico.

LA STORIA - Alla fine del 1973, Carlo Scarpa venne contattato dagli organi direttivi dell’allora Banca Popolare di Verona, perché si occupasse della realizzazione della nuova sede del’istituto di credito. Tale opera, l’ultima ad essere progettata dal maestro, è considerata una delle più rappresentative e ammirate. Si tratta di uno dei pochi significativi interventi sul tessuto storico di Verona realizzati del XX secolo, tale da diventare un vero e proprio punto di riferimento nella topografia della città e attrazione per molti turisti e per studiosi di architettura provenienti da tutto il mondo. Dopo la morte di Scarpa, nel 1978, i lavori furono diretti dal suo collaboratore Arrigo Rudi che, nel 1981, portò a conclusione la costruzione dell'edificio, secondo il progetto originale dell'architetto veneto.

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