Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Bra

Come cambiano le regole in zona gialla per bar e ristoranti da martedì 1 giugno (anche in Veneto)

Si mangia a colazione, pranzo e cena seduti anche al chiuso nei locali della ristorazione, ma che succede col limite della 4 persone per tavolo e l'uso della mascherina?

Ci avviciniamo a grandi passi verso la zona bianca, ma qui in Veneto si resterà ancora un'altra settimana in area gialla e, dunque, le regole vigenti saranno un po' più restrittive almeno fino al 6 giugno, dopodiché da lunedì 7 giugno dovrebbe essere inaugurata l'agognata white zone. Vi è però nel mezzo un'altra data importante, vale a dire quella dell'1 giugno che segna un mutamento decisivo per tutte le attività di ristorazione, dai bar ai ristoranti, passando per gelaterie e pasticcerie. Vi è, purtroppo, non poca confusione, alimentata anche dal dibattito politico che ruota attorno soprattutto al tema delle mascherine nei locali al chiuso. Cerchiamo di procedere con ordine e formulare una possibile interpretazione dello stato di cose attuale dal punto di vista delle norme anti Covid.

Il primo dato certo è che dall'1 giugno in area gialla si potranno consumare cibi e bevande anche al chiuso, cioè seduti o in piedi al banco all'interno dei locali della ristorazione, tutti i locali, rispettando gli orari di coprifuoco, dunque anche per i bar dopo le ore 18, vale a dire dalle ore 5 del mattino e fino alle 23. È quanto stabilisce l'Art. 2 del decreto-legge 18 maggio 2021, n. 65:  «Dal 1° giugno 2021, in zona gialla, le attività dei servizi di ristorazione, svolte da qualsiasi esercizio, sono consentite, anche al chiuso, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti di cui all'articolo 1, nonché di protocolli e linee guida adottati».

La conferma di tutto ciò ci arriva poi dall'ultima circolare ai prefetti del Viminale che ribadisce quanto segue: «Anche con riguardo alle attività di somministrazione di cibi e bevande, il decreto prevede l'attenuazione delle precedenti misure anti Covid-19, stabilendo che tali attività, ivi compresa la modalità di consumo al banco, dal prossimo 1° giugno possano svolgersi anche al chiuso e senza il limite orario delle 18. Le attività in questione restano, comunque, subordinate al rispetto dei limiti orari agli spostamenti». Quest'ultimo passaggio della circolare ai prefetti ha il merito di mettere un punto fermo sull'annoso tema del coprifuoco: in sostanza, le attività di ristorazione sono subordinate al rispetto dei limiti orari agli spostamenti, il che significa che ciascun commensale deve essere rincasato entro le ore 23, e non alzarsi dal tavolo entro le 23 e poi tornare a casa alle ore 23.15 o più tardi ancora, come invece sta avvenendo (e continuerà ad avvenire) un po' dappertutto (ma questo è evidentemente un altro discorso).

Chiariti i punti saldi, passiamo ora alle magagne interpretative. Due le questioni essenziali: il limite delle quattro persone sedute insieme se non conviventi, resta valido in zona gialla? Quando si è seduti all'interno (cioè al chiuso) di un locale della ristorazione, è necessario indossare sempre la mascherina ed è consentito toglierla solo per bere e mangiare? Le cose qui si fanno un po' più complesse e, purtroppo, il fatto che le Faq del governo ancora siano "in agggiornamento" non aiuta nessuno. Diversi quotidiani nazionali riportano che il limite delle quattro persone sarebbe decaduto in zona gialla perché non se ne parla nelle linee guida del Cts, mentre in queste ultime figurerebbe l'imposizione della mascherina all'interno dei locali, quando si è seduti al chiuso, salvo che per bere e mangiare. Tuttavia, su entrambi i temi è lecito avanzare qualche perplessità. 

La norma che impone il massimo di quattro persone sedute insieme allo stesso tavolo se non si tratta di conviventi tra loro, non è mai stata indicata dalla linee guida, bensì è introdotta dal Dpcm 2 marzo 2021 all'Art. 27 comma 1, dunque valida per quel che riguarda la zona gialla. In zona bianca, infatti, venendo meno l'applicazione delle misure dell'area gialla, restano da rispettare nei locali della ristorazione soltanto le disposizioni dei protocolli e delle linee guida, dove effettivamente non è mai stata introdotta una limitazione al numero di commensali in uno stesso tavolo, bensì solamente delle misure sulle distanze tra tavoli e altre regole di comportameto e igiene. La circolare ai prefetti del 24 aprile, ad esempio, sottolineava questo aspetto in modo molto chiaro: «Si ritiene, inoltre, opportuno precisare che, per effetto della permanenza in vigore delle disposizioni di cui al Dpcm 2 marzo 2021, non espressamente derogate dal decreto-legge in commento [si trattava del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52], continua ad applicarsi la limitazione contemplata dall'Art. 27, comma 1, del citato Dpcm, secondo cui il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone, salvo che siano tutte conviventi». Ora, la domanda è se invece l'ultimo decreto-legge 18 maggio 2021, n. 65 abbia o meno derogato in modo esplicito tale disposizione per la zona gialla. Leggendo l'Art. 2 già citato poco sopra, appare evidente che non si faccia alcun cenno esplicito al tema del numero massimo di commensali seduti insieme al tavolo, dal che pare lecito dedurre che in realtà tale limitazione anche dall'1 giugno sarà ancora valida, ma appunto solo per la zona gialla, mentre i locali nelle Regioni zona bianca non dovranno sottostare a tale vincolo.

Veniamo ora all'altra vexata quaestio circa il presunto obbligo di indossare la mascherina quando si è all'interno, dunque al chiuso, dei locali della ristorazione. Dalle agenzie di stampa e dai quotidiani più disparati si cita in queste ore una formula che sarebbe contenuta nelle linee guida del Cts, ma che per il momento non compare ad esempio nel protocollo formalmente pubblicato sul sito della Conferenza delle Regioni. Nelle linee guida delle Regioni, infatti, si legge solamente quanto segue:

«I clienti dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo».

Questo significa che se sto pranzando, cenando, facendo un aperitivo e ad un certo punto mi alzo per andare in bagno o per pagare il conto, allora devo indossare la mascherina. È una cosa cui in realtà si è già abbastanza abituati, nulla di nuovo dopo un anno e mezzo di pandemia. La formula che invece sarebbe contenuta nelle linee guida avanzate dal Cts e che, secondo taluni interpreti politici come Giovanni Toti o Giorgia Meloni, ma anche scienziati quali il prof. Bassetti, imporrebbe l'uso della mascherina anche seduti al tavolo, potendola togliere solo quando si stanno consumando bevande o alimenti, è la seguente:

«I clienti dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo tranne nei momenti del bere e del mangiare»

Ora, noi abbiamo ripreso questa formulazione dall'agenzia Adkronos, poiché ci pare la citazione più estesa e completa. L'interpretazione del prof. Bassetti è ricavabile dalle sue parole di commento piene di indignazione pubblicate su Facebook: «Sono rimasto francamente colpito dalla decisione del Cts di far indossare al’interno dei ristoranti, quando si è seduti al tavolo, la mascherina tranne nei momenti del bere e del mangiare. Saranno cene in maschera o forse, potremmo pensare a progettare delle mascherine con la fessura per il cibo e magari bere con la cannuccia? Tutto questo è ridicolo e pericoloso». La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, a sua volta, sempre su Facebook ha invece commentato così: «Per la riapertura dei ristoranti anche nelle sale interne, il Cts propone di far indossare la mascherina anche a tavola, da tirar giù e su tra un boccone e l'altro. Una misura totalmente ridicola, senza alcun fondamento, utile solo ad umiliare una volta di più i ristoratori ed esporre al ludibrio internazionale l'Italia». Via Twitter è invece arrivato il commento sarcastico anche del governatore della Liguria Giovanni Toti: «Ma il Cts pensa davvero di riaprire i ristoranti al chiuso costringendo i clienti a mangiare abbassando e risollevando la mascherina per ogni singolo boccone? Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere!». 

Ecco, ma le cose stanno davvero così? A sentire il leader della Lega Matteo Salvini parrebbe invece di no. Sempre su Twitter, infatti, Matteo Salvini ha scritto: «Mascherine al ristorante anche a tavola? Assolutamente no. Me ne sono personalmente interessato e ho avuto risposta positiva: si mangerà e berrà tranquilli e "smascherati", all'aperto e al chiuso, come è ovvio che sia». Ora, a noi in Veneto la questione preoccupa in realtà ben poco, poiché il Cts eventualmente non avrebbe inventato un bel nulla, essendo che la misura della mascherina "su e giù" era stata ripetutamente introdotta dal governatore del Veneto Luca Zaia, anche per la consumazione all'aperto, tramite delle ordinanze regionali. Ci siamo abituati, diteci soltanto come stanno le cose e il modo di bere un goto de bianco lo troviamo ugualmente.

Tuttavia, proviamo a tornare alla formula contenuta nelle linee guida del Cts che, correggendo le linee guida delle Regioni, ha provocato tutto questo affannoso dibattito: «I clienti dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo tranne nei momenti del bere e del mangiare». Leggendola e rileggendola, questa frase ci ha fatto sorgere un dubbio: non è che forse si debba intendere che i clienti dovranno indossare la mascherina quando sono in piedi, cioè «in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo», tranne però che nel momento in cui si trovano al banco per consumare alimenti o bevande, cioè «tranne nei momenti del bere e del mangiare»? Poiché dall'1 giugno il consumo al bancone sarà nuovamente possibile in zona gialla anche al chiuso, la formula parrebbe dire: se ti alzi dal tavolo per andare in bagno o pagare il conto devi indossare la mascherina, ma se ti trovi in piedi al chiuso in un locale della ristorazione mentre consumi bevande o alimenti al bancone puoi non indossarla. Così come se sei seduto al tuo tavolo, anche al chiuso, sia che tu stia consumando bevande o alimenti, sia che tu non lo stia facendo, è lecito non indossare la mascherina, poiché questa i clienti devono indossarla solo «in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo» e, se sono in piedi, «tranne nei momenti del bere e del mangiare» al bancone del locale. Se così fosse, dopotutto, basterebbe dirlo chiaramente, magari aggiornando le Faq.

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