Sangue e botte tra ubriachi, tre uomini arrestati: uno finisce in ospedale

La violenta rissa è scoppiata a Pescantina nella notte tra il 7 e l'8 agosto fra tre veronesi: sul posto sono arrivati i carabinieri, che hanno fatto non poca fatica per bloccare uno dei contendenti

I carabinieri di Pescantina

Una violenta rissa scoppiata nella notte tra il 7 e l'8 agosto, ha costretto all'intervento i carabinieri della stazione di Pescantina, che hanno fermato tre persone. Si tratta di: S.G., classe 1969, originario di Isola della Scala ma residente a Pescantina, separato, disoccupato e risultato positivo al controllo nella banca dati delle forze dell'ordine; S.S., classe 1962, orginario di Villafranca ma anche lui residente a Pescantina, celibe, disoccupato e risultato a sua volta positivo al controllo in banca dati; R.F., originario di Bussolengo ma come gli altri due residente a Pescantina, coniugato e di lavoro autista. 

Secondo quanto ha riferito l'Arma, la sera del 7 agosto la pattuglia dei militari stava eseguendo il consueto servizio di controllo del territorio, quando è stata avvisata dalla centrale operativa di Peschiera del Garda che una violenta e sanguinosa rissa tra tre persone era in corso in via Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, nel piazzale antistante al Mix Up Café. 
In pochi minuti i carabinieri sono arrivati sul posto, dove due individui sarebbero stati ancora intenti a colpirsi e strattonarsi, mentre un terzo giaceva a terra con la testa sanguinante. Accertato che la persona a terra era cosciente e che il personale del 118 era già stato allertato, i militari hanno iniziato a separare a fatica i due contendenti, ma nonostante questo uno di loro avrebbe continuato a divincolarsi sferrando anche dei calci nei confronti degli operatori, nel tentativo di liberarsi e picchiare ancora il suo antagonista, che nel frattempo avrebbe deciso di desistere. 

I partecipanti alla furibonda lite, sarebbero stati tutti in evidente stato di alterazione dovuto all'abuso di alcol e sono stati poi identificati dai carabinieri, i quali hanno mosso nei confronti di S.G. anche l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale: sarebbe lui infatti l'uomo che fino all'ultimo avrebbe cercato di liberarsi per colpire ancora il suo avversario, finendo inevitabilmente in manette. 
Fermato il terzetto, gli uomini dell'Arma hanno raccolto una serie di testimonianze sul fatto, le quali avrebbero confermato che il cruento litigio sarebbe scaturito per futili motivi e a causa delle condizioni psicofisiche derivanti dall’abuso di bevande alcoliche.

S.S., l'uomo trovato a terra con la testa sanguinante, è stato soccorso da personale del 118 per poi essere trasportato per ulteriori cure presso il Pronto Soccorso di Negrar, dove è stato dimesso dopo una diagnosi che parlava di policontusioni, trauma cranico non commotivo, le fratture della quinta e sesta costola sinistra, per una prognosi di 20 giorni. 

Tutti e tre sono stati dunque arrestati in flagranza del reato di rissa aggravata e lesioni personali, oltre all'accusa di resistenza a pubblico ufficiale mossa solo per S.G.: in seguito al rito direttissimo, i tre hanno richiesto i termini a difesa. 

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