Rissa e rapina in un negozio di kebab: un uomo in manette e due ricercati

Protagonisti della colluttazione avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì 3 uomini di origine indiana, tra cui il proprietario dell'attività di Legnago, e 3 di origine marocchina

I carabinieri di Legnago

Erano circa le 00.40 della notte tra giovedì e venerdì e il negozio di kebab di via Frattini, a Legnago, era chiuso per le pulizie, quando si sarebbero presentati alla porta 3 uomini d'origine marocchina. 
Stando a quanto appurato e poi riferito dai carabinieri della compagnia di Legnago, il proprietario dell'attività, un cittadino d'origine indiana e residente in paese, non li avrebbe fatti entrare e il gruppetto si sarebbe scagliato contro la vetrata del locale, infrangendola
A quel punto il proprietario ed altri due connazionali sarebbero usciti ad affrontare i nordafricani: ne sarebbe nata così una colluttazione nella quale ad avere la meglio sarebbero stati i primi, riuscendo a mettere in fuga gli assalitori. A quel punto però il titolare si è accorto di non avere più in tasca l’incasso della giornata, 400 euro, immaginando che gli fosse stato sottratto durante il parapiglia. 
È scattata a quel punto la chiamata alla centrale operativa del 112 di Legnago, che ha inviato sul posto i militari del Nor e quelli della stazione di Cerea, per dare il via alle ricerche dei 3 uomini d'origine marocchina, le quali si sono concluse presso l'ospedale Mater Salutis. Uno del trio ricercato dagli uomini dell'Arma, evidentemente era rimasto ferito dalla precedente "discussione" e si era recato al nosocomio per ricevere le cure del caso, venendo però riconosciuto da uno tre antagonisti, che si era recato sul posto per il medesimo motivo e che ha avvisato i militari.
Il personale del Nor dunque si è diretto all'ospedale e ha tratto in arresto Z.H., cittadino marocchino, classe 1996, domiciliato a Modena e pluripregiudicato, sul quale pendono le accuse di rapina aggravata in concorso, lesioni e danneggiamento.
Il nordafricano è stato dunque accompagnato nel carcere di Montorio a disposizione dell'autorità giudiziaria scaligera, mentre proseguono le ricerche delle altre due persone. 

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